Foodcoin, cos’è la nuova criptovaluta dedicata al mondo della ristorazione?

Se sinora è prevalso il lato speculativo, occorre sottolineare come le criptovalute siano in grado di fornire notevoli risposte alle problematiche di ogni giorno. Un aspetto, quest’ultimo, il quale è stato esplicitato in particolare da Foodcoin, la criptovaluta varata da 2gether, espressamente rivolta al mondo della ristorazione. Ove ha avuto una notevole riuscita, esplicitata dai gestori dei locali madrileni, i quali hanno promosso il progetto a pieni voti.

Cos’è Foodcoin e a cosa serve

Foodcoin è una piattaforma che permette ad ogni singolo locale che decide di aderire all’iniziativa di creare un proprio token, da utilizzare al fine non solo di pagare i prodotti che si intendono acquistare, ma anche di garantirsi svariati benefici concessi dal locale interessato. Il quale può così sbizzarrirsi nella creazione di iniziative in grado di aumentare il gradimento della propria clientela e fidelizzarla in maniera sempre più accentuata. Ad esempio sotto forma di drink gratuiti o sconti, conseguenti all’accumulo dei token coi quali saranno effettuati i pagamenti.
La fase pilota del progetto sta per iniziare dopo ben nove mesi, nel corso dei quali 2gether ha portato avanti il suo sviluppo. E vedrà la partecipazione di dieci ristoranti madrileni posizionati lungo Calle Ponzano.

Foodcoin è anche una risposta al Covid

Il progetto Foodcoin è nato anche come forma di risposta alle grandi difficoltà create dal Covid al settore della ristorazione. I timori innescati dalla sua diffusione hanno naturalmente abbattuto il fatturato di un gran numero di esercenti. I quali devono ora mettersi alla ricerca di nuove strade per cercare di reagire alla situazione.
L’utilizzo della crittografia e delle tecnologie più avanzate può in effetti rivelarsi un modo eccellente per riuscire nell’intento, in particolare semplificando i rapporti con la clientela. Soprattutto quella giovanile, più dinamica e pronta a rispondere ad un esperimento di questo genere.

Il commento di Ramon Ferraz

A margine dell’iniziativa occorre ricordare il commento rilasciato da Ramon Ferraz, CEO di 2gether. Il quale ha affermato che Foodcoin può essere indicato come il primissimo esempio di economia tokenizzata lanciato sul mercato.
Il sistema ideato è estremamente semplice e non comporta costi aggiuntivi a carico dei clienti. Mentre per quanto riguarda i gestori dei locali interessati, l’unico costo collegato all’operazione è quello relativo alle ricompense per i token. Proprio per questo motivo, ha aggiunto, il settore della ristorazione, uno dei più colpiti in assoluto dalla pandemia di Covid, sta rispondendo in maniera entusiastica all’iniziativa.

Una procedura semplice e innovativa

La procedura varata da 2gether è in effetti caratterizzata dalla grande semplicità e facilità di utilizzo. Chi intende aderire all’iniziativa non deve fare altro che registrarsi sulla piattaforma di Token Makers. Per farlo bastano pochi minuti, al termine dei quali sarà possibile varare il token personalizzato da utilizzare all’interno del proprio locale. Con la possibilità aggiuntiva di prevedere un maggior numero di token da rilasciare in determinate fasce orarie, ad esempio quelle non di punta, oppure in giorni particolari.
Disponibile sia per Android che per iOS, l’app permette di generare automaticamente una carta virtuale con la quale l’utente può pagare le consumazioni e godere di tutte le promozioni previste. I soldi incassati, a loro volta, sono automaticamente convertiti in euro.
Ai dieci locali registrati per l’esperimento pilota, se ne dovrebbero aggiungere altri venti da qui a settembre, prima del previsto lancio a livello nazionale e internazionale.

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