Federico Giampaolo, il secondo miglior marcatore della storia del Pescara: 65 gol in tre maglie diverse

Federico Giampaolo, il secondo miglior marcatore della storia del Pescara: 65 gol in tre maglie diverse

Il bomber che in pochi raccontano con i numeri alla mano

Se sei tifoso del Pescara sai chi è Federico Giampaolo, magari lo hai visto giocare o ne hai sentito parlare mille volte al bar o allo stadio. Quello che forse non sai è dove si colloca esattamente nella storia dei marcatori biancazzurri: secondo posto assoluto, con 65 gol segnati in tre periodi diversi con la maglia del Delfino. Davanti a lui, staccato, c’è solo Mario Tontodonati, fermo a 120 reti.

Nato a Giulianova il 3 marzo 1970, Giampaolo ha vestito il biancazzurro tra il 1994 e il 2005, con due ritorni intermedi lontano dall’Adriatico. Un’era, quella della presidenza Scibilia e delle stagioni con Giovanni Galeone in panchina, che i tifosi più adulti ricordano ancora come uno dei momenti più identitari della storia recente del club.

Prima di arrivare a Pescara, però, Giampaolo aveva già attraversato un pezzo di calcio italiano che conviene raccontare: perché la sua storia biancazzurra parte da un buco che avrebbe potuto chiudergli la carriera.

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Da riserva alla Juventus a bomber del Delfino

A 18 anni Giampaolo passa alla Juventus, ma in due stagioni bianconere non gioca un solo minuto ufficiale. Poi rimbalza tra Spezia, Bari, Verona e Palermo dal 1990 al 1994, segnando appena 11 gol in quattro anni: numeri modesti, quasi una gavetta lunga e faticosa per un attaccante che sembrava destinato a restare un comprimario.

Poi arriva Pescara, e lì tutto cambia. Il primo periodo, dal 1994 al 1997, è quello che costruisce il mito: 101 presenze e 31 reti in tre stagioni, un rendimento che nessuno si aspettava da chi fino a poco prima faticava a trovare continuità altrove. Segue un secondo passaggio dal 1999 al 2001, e un terzo dal 2002 al 2005, con la maglia biancazzurra indossata a intermittenza per undici anni complessivi tra un ritorno e l’altro. Alla fine il conto è di 65 gol totali, secondo posto assoluto dietro Tontodonati.

Una curiosità che in pochi ricordano: Federico Giampaolo è fratello di Marco Giampaolo, il tecnico che ha poi allenato Ascoli, Cagliari e Cesena in Serie A.

Il 6 gennaio 2005, quando l’Adriatico applaude chi non segna

C’è una partita che racconta meglio di ogni statistica il legame tra Giampaolo e il pubblico dell’Adriatico. Il 6 gennaio 2005, Pescara e Bari finiscono 2-2 all’Adriatico-Cornacchia, e in quella gara Giampaolo torna al gol dopo un periodo di digiuno che si era fatto pesante. Non è tanto la rete a contare, quanto quello che succede prima: lo stadio lo sostiene mentre lui non segna, lo accompagna nei mesi in cui i gol non arrivano, e quando finalmente il pallone entra la reazione del pubblico non è sollievo, è riconoscimento.

Un giocatore che va e torna, che sbaglia e recupera davanti agli stessi tifosi per undici anni, smette di essere un nome sul tabellino e diventa parte della storia del club. È il tipo di legame che si costruisce solo nel tempo, gara dopo gara, e che spiega perché il suo nome viene citato ancora oggi insieme a quello di Ottavio Palladini quando si parla dei simboli storici del Pescara.

La Coppa Italia vinta a 39 anni e l’eredità dell’era Scibilia-Galeone

Il capitolo lontano da Pescara arriva a maggio 2009, quando Giampaolo a 39 anni indossa la maglia del Sorrento e disputa la finale di Coppa Italia di Lega Pro contro la Cremonese. Nella gara di ritorno segna il gol decisivo, quello che consegna il trofeo ai campani. Un attaccante che a quell’età, dopo undici anni complessivi passati a Pescara tra un ritorno e l’altro, va ancora a segno in una finale nazionale: non è solo la testimonianza di una carriera lunghissima, è la prova che quella fame da centravanti non si spegne facilmente. L’anno dopo, nel 2010, chiude la carriera al Noicattaro, in Puglia, mettendo la parola fine a un percorso che ha attraversato quasi vent’anni di calcio italiano tra Serie A, Serie B e categorie minori.

Quella parentesi vittoriosa arriva cinque anni dopo l’addio definitivo a Pescara, ma resta legata a doppio filo a quella storia: senza le stagioni biancazzurre, e senza quei 65 gol che lo consegnano alla classifica marcatori del club, Giampaolo sarebbe stato solo un altro nome tra i tanti giramondo del calcio di provincia. Invece è diventato uno dei riferimenti dell’era Scibilia, il periodo in cui il Pescara di Giovanni Galeone provava a costruirsi un’identità precisa in Serie B, prima delle stagioni più complicate arrivate negli anni successivi.

  • Chi è il miglior marcatore della storia del Pescara? Mario Tontodonati, con 120 reti, davanti a Federico Giampaolo, secondo con 65 gol.
  • In quante stagioni ha giocato Giampaolo con il Pescara? In tre periodi distinti: 1994-1997, 1999-2001 e 2002-2005.
  • Che legame ha Federico Giampaolo con Marco Giampaolo? Sono fratelli: Marco è stato calciatore e poi allenatore di Ascoli, Cagliari e Cesena in Serie A.

Fonti

Foto: Wikimedia Commons — CC / Wikipedia (fonte)