Quanto sei abruzzese?Il Quiz!· 10 domande su dialetto, cucina e borghi · ogni lunedì si riparteGioca

Sagre in provincia di Pescara, a Vicoli puoi pigiare l’uva a piedi nudi con i figli: date, menu e prezzi

Vendemmia in famiglia a Vicoli, date, orari e prezzi

Domenica 20 o domenica 27 settembre puoi portare i tuoi figli a raccogliere l’uva a mani nude e poi a pigiarla scalzi in un tino, proprio come si faceva prima che esistessero le pigiatrici. Succede alla Fattoria Riccitelli Valle Nora, in contrada De Contra a Vicoli, un paesino della provincia di Pescara che d’autunno si trasforma nel posto giusto per una domenica diversa dal solito.

L’iniziativa si chiama “Famiglie in Vendemmia” e non è una novità dell’ultimo minuto: la fattoria l’ha già proposta la settimana scorsa con un buon riscontro di famiglie, e ora la ripete per altre due domeniche, il 20 e il 27 settembre, entrambe con partenza alle ore 10.00.

Il pacchetto comprende tutto: colazione all’arrivo, vendemmia guidata tra i filari, la pigiatura a piedi nudi con assaggio del mosto appena spremuto, e poi un pranzo tipico abruzzese con gnocchi alla pecorara e vino Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo per gli adulti. Dopo mangiato i bambini restano liberi di sfogarsi tra parco giochi, campetti sportivi e la visita al villaggio degli animali.

La quota è di 38 euro per gli adulti e 25 euro per i bambini, pranzo e attività incluse. Se ti stai chiedendo se conviene o se è meglio aspettare un’altra occasione, tieni presente che i posti in queste giornate a tema si esauriscono in fretta: prenotare con qualche giorno di anticipo non è un capriccio, è quasi un obbligo.

Per riservare il posto puoi chiamare o scrivere su WhatsApp ai numeri 085 9145201 oppure 339 5847218. Conviene specificare subito quanti adulti e quanti bambini sarete, così chi risponde ti conferma disponibilità e orari senza tornarci sopra due volte.

E se ti stai chiedendo cosa fanno esattamente i bambini tra un’ora e l’altra, e cosa trovi nel piatto a mezzogiorno, il programma minuto per minuto racconta molto più di quanto sembri a prima vista.

Leggi anche: Eventi in Abruzzo, in pochi sanno che puoi vedere la vendemmia da dentro la cantina: le date ancora utili

Il programma ora per ora, dalla vigna al piatto

Alle 10.00 in punto si parte con la colazione tradizionale e contadina, il momento in cui le famiglie si conoscono e i bambini iniziano a scalpitare guardando i filari poco più in là. Mezz’ora dopo, alle 10.30, tocca alla vendemmia vera e propria: i più piccoli entrano nella vigna a filari con un cestino in mano e raccolgono i grappoli sotto la guida di chi la terra la lavora tutto l’anno, non un animatore improvvisato.

Alle 11.30 arriva il momento che i bambini ricorderanno più a lungo: la pigiatura delle uve a piedi nudi, accompagnata da musica a tema, seguita dall’assaggio del mosto appena spremuto. È lo stesso gesto che facevano i nonni prima delle pigiatrici meccaniche, e vederlo raccontare in un video non rende neanche lontanamente l’idea di come sia farlo con i propri piedi dentro un tino pieno d’uva.

A tavola con gnocchi alla pecorara e scrucchijata

Alle 13.00 si passa a tavola, e qui il menu merita di essere letto per intero perché non è il solito panino della gita. Per gli adulti si parte con gli gnocchi alla pecorara, si prosegue con una tagliata di bistecca di collo servita con rucola, pomodorini pachino e grana, patate cotte al forno a legna come contorno, e si chiude con un dolce preparato con la scrucchijata, la confettura d’uva cotta lentamente tipica della tradizione contadina abruzzese. Da bere, vino Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo e caffè: le bevande gassate restano fuori dal menu, una scelta che dice molto sullo spirito genuino di questa proposta.

Ai bambini viene servito un menu pensato apposta per loro: gnocchi al sugo semplice, cotolette, le stesse patate al forno a legna e lo stesso dolce con la scrucchijata dei genitori, così nessuno resta escluso dal dolce più tipico della giornata.

Dopo pranzo, tra parco giochi e animali

Finito il pranzo i bambini non restano certo fermi. Possono muoversi liberamente tra il parco giochi attrezzato, il campetto di calcetto e quello di pallavolo, sfogando l’energia accumulata durante la mattinata. Alle 15.00 la giornata si chiude con la visita guidata al villaggio degli animali, l’ultima tappa prima di tornare a casa con le mani ancora un po’ colorate di mosto.

Un programma così fitto, tra vigna, tino e tavola, spiega bene perché sempre più famiglie in Abruzzo cerchino proprio questo tipo di domenica, e perché Vicoli non sia l'unico posto della regione dove si può vivere qualcosa di simile.

Perché vale la pena, e le altre vendemmie in Abruzzo

Il fatto che una fattoria come Riccitelli Valle Nora ripeta l’iniziativa per la terza domenica di fila, dopo il riscontro della settimana scorsa, non è un dettaglio organizzativo. Racconta un cambiamento reale nel modo in cui le cantine abruzzesi guardano al proprio pubblico. Non basta più aprire i cancelli per la degustazione: bisogna offrire un’esperienza che un bambino possa toccare con le mani, letteralmente, dentro un tino d’uva.

Le aziende che investono su questo format lo fanno perché sanno una cosa semplice: chi porta i figli in vigna oggi, tornerà da adulto a comprare quella bottiglia. È lo stesso ragionamento che spinge molte cantine italiane a costruire percorsi didattici pensati apposta per i più piccoli, con la raccolta manuale, la pigiatura scalza e il pranzo in mezzo ai filari come esperienza da vivere insieme, non da guardare da lontano.

Se domenica 20 o 27 settembre non riesci a incastrare gli impegni di famiglia, o se vuoi confrontare qualche alternativa prima di prenotare, in provincia si trovano altre proposte simili. A Notaresco, poco più a nord verso il teramano, la Tenuta Trium organizza giornate di vendemmia pensate per famiglie con bambini, con lo stesso spirito di raccolta guidata e convivialità a tavola. Anche più vicino alla costa pescarese si trovano realtà che propongono un’esperienza analoga, tra filari e pranzo tipico.

Cambiano i menu, i prezzi e gli orari da un posto all’altro, ma l’ingrediente di fondo resta lo stesso: far vivere ai bambini un gesto che altrimenti conoscerebbero solo dai libri di scuola o da un documentario in tv. La differenza, a Vicoli come a Notaresco o a Moscufo, sta tutta nel dettaglio con cui viene organizzata la giornata e in quanto le famiglie si sentano coinvolte, e non semplici spettatrici di una recita contadina.

Chi ha già partecipato a queste giornate lo sa: il ricordo che porta a casa un bambino non è la bottiglia di vino che non berrà, ma i piedi sporchi di mosto e la sensazione di aver fatto qualcosa che i nonni facevano sul serio, non per gioco.

Fonti