La stagione balneare 2026 si è appena chiusa e la Regione Abruzzo tira le somme su un fronte che negli ultimi anni ha tenuto svegli bagnini, sindaci costieri e proprietari di stabilimenti: l’erosione della spiaggia. Il conto è di quelli pesanti, ma nel senso buono: 156 interventi tra opere già ultimate e cantieri ancora in corso, per un valore complessivo di oltre 109 milioni di euro.
109 milioni di euro contro l’erosione, il bilancio di fine estate
A fare il punto è l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Umberto D’Annuntiis, che parla di un piano da 129 milioni di euro complessivi. Un dettaglio che dice molto sui tempi reali dei lavori pubblici: in diversi tratti di costa i cantieri sono andati avanti fino al 31 luglio, cioè in piena stagione, con le spiagge frequentate e gli ombrelloni aperti.
Sono opere di difesa e manutenzione del litorale: barriere, ripascimenti, interventi per contenere l’avanzata del mare e migliorare la sicurezza lungo la costa. Non solo tutela ambientale, quindi, ma anche protezione diretta di stabilimenti balneari, lungomare e di un pezzo importante dell’economia turistica regionale, quella che ogni estate riempie le spiagge dell’intera costa regionale.
“Questi numeri confermano la capacità di realizzare celermente interventi concreti”, ha dichiarato D’Annuntiis, aggiungendo che con questo piano “la giunta Marsilio ha finalmente dato concretezza a un’attesa lunga oltre vent’anni”. Una frase che pesa quanto i milioni stanziati, perché racconta di comunità costiere che per due decenni hanno visto la propria spiaggia arretrare anno dopo anno senza che partisse un intervento risolutivo.
Ma se hai un ombrellone fisso da anni sulla stessa spiaggia abruzzese, la domanda vera è un’altra: il tratto che frequenti tu è tra quelli già sistemati, o deve ancora aspettare il suo turno?
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Perché ci sono voluti vent’anni per partire
Quando D’Annuntiis parla di un’attesa lunga oltre vent’anni non sta usando una formula di circostanza. L’erosione delle coste abruzzesi è un problema noto da decenni, discusso in consigli comunali e assemblee regionali senza che si arrivasse mai a un piano organico capace di mettere insieme risorse sufficienti. Il nodo, come spesso succede con le opere pubbliche in Italia, non era la volontà ma i soldi: servivano 129 milioni di euro messi insieme, e trovare quella cifra tutta in una volta non era mai riuscito prima.
La svolta arriva incrociando risorse statali e regionali in un unico piano, invece di rincorrerle una alla volta come era successo in passato, con progetti che restavano fermi in attesa di fondi.
Questo doppio canale spiega anche perché i cantieri abbiano potuto partire quasi tutti insieme invece che a spizzichi, un tratto di litorale ogni due o tre anni come era successo in passato. Immagina la differenza tra rincorrere un finanziamento alla volta, con progetti che restano fermi in attesa di fondi, e avere già in mano l’intera copertura economica per 156 interventi contemporaneamente: è la logica che ha permesso a molti cantieri di procedere fino al 31 luglio, dentro la stagione balneare, invece di fermarsi per mancanza di risorse a metà lavoro.
I prossimi cantieri: 49 interventi e 20 milioni in arrivo
Il bilancio di fine estate non chiude la partita, la apre a un secondo tempo. Nei prossimi mesi la Regione Abruzzo metterà in cantiere altri 49 interventi, per un valore di 20 milioni di euro. Sommati ai 109 milioni già impegnati, si arriva esattamente ai 129 milioni del piano complessivo: un conto che torna e che segnala come le risorse siano già tutte allocate, non annunciate.
Non sono cifre residuali. Venti milioni di euro per 49 interventi significano opere più piccole e diffuse rispetto ai cantieri già ultimati, probabilmente concentrate su tratti di costa dove l’erosione è più recente o meno aggressiva e dove basta un intervento di manutenzione mirato invece di una barriera imponente. È il tipo di lavoro che si vede meno sui giornali ma che nel tempo fa la differenza tra una spiaggia che tiene e una che ogni inverno perde qualche metro di sabbia.
L’assessore D’Annuntiis ha parlato esplicitamente di “monitoraggio costante di ogni fase” e di lavoro con Comuni ed enti per garantire “tempi certi”: un impegno che, tradotto in pratica, dovrebbe significare cantieri che partono senza i ritardi tipici delle opere pubbliche italiane, dove tra progetto esecutivo e prima pietra passano spesso anni. Se ti stai chiedendo perché la Regione insista tanto su questo punto, la risposta sta proprio nei vent’anni di attesa appena chiusi: nessuno vuole un’altra generazione di stabilimenti che aspetta un intervento mai realizzato.
Ma cosa cambia, in concreto, per chi ogni estate stende l’asciugamano su una spiaggia abruzzese o gestisce un lido tra Pescara e la costa teatina?
una spiaggia che tiene e una che nel giro di due o tre stagioni ti costringe a spostare la fila di ombrelloni sempre più indietro, verso la strada. D’Annuntiis ha promesso “un monitoraggio costante di ogni fase” dei lavori: un impegno che, tradotto in pratica, dovrebbe evitare che questi 49 interventi restino fermi sulla carta come è successo per vent’anni al piano complessivo.
Cosa significa per chi frequenta le spiagge abruzzesi
Se sei tra quelli che ogni estate scelgono lo stesso tratto di costa, il piano da 129 milioni di euro ha ricadute molto concrete, anche se non sempre visibili a occhio nudo mentre stendi l’asciugamano.
La prima riguarda la sicurezza della spiaggia stessa: gli interventi di difesa del litorale servono a rallentare l’arretramento della battigia, cioè quel fenomeno per cui, senza opere di contenimento, il mare mangia metri di sabbia anno dopo anno fino a mettere in crisi la concessione balneare di uno stabilimento intero. Meno erosione significa spiagge più larghe e stabili, con meno rischio che una mareggiata autunnale si porti via passerelle, cabine o intere file di lettini.
La seconda ricaduta tocca chi gestisce lidi e stabilimenti: una costa protetta è una costa su cui investire ha senso. Un imprenditore balneare difficilmente rimette mano a strutture, servizi o accessibilità se sa che la sabbia davanti al suo stabilimento potrebbe sparire nel giro di qualche stagione. I cantieri chiusi entro il 31 luglio, in piena stagione, raccontano proprio questo: la Regione ha scelto di non far slittare i lavori all’inverno, per restituire prima possibile ai gestori una spiaggia su cui programmare l’attività dell’anno dopo.
Il contesto, erosione e turismo in Abruzzo
Il litorale abruzzese, dalla costa teramana fino al vastese, vive di turismo balneare in una misura che pochi altri settori regionali possono vantare: ogni metro di spiaggia perso è, in fondo, un pezzo di economia locale che si assottiglia insieme alla sabbia. Per questo il piano da 129 milioni non va letto solo come un’opera di ingegneria costiera, ma come un investimento diretto sulla tenuta di un’intera stagione turistica che si ripete ogni anno lungo tutta la costa regionale.
I 20 milioni ancora da spendere sui 49 interventi in programma diranno, nei prossimi mesi, se questa protezione riuscirà a coprire in modo uniforme tutta la costa regionale o se resteranno tratti scoperti, quelli su cui converrà tenere d’occhio gli annunci della Regione prima di prenotare l’ombrellone per l’estate che verrà.
Fonti
- Progettate opere di difesa della costa abruzzese (piazzarossetti.it)


