Emmy 2026, The Pitt in testa con 25 nomination, Hacks a un passo
Le nomination sono uscite l’8 luglio 2026 e la classifica ha subito spiazzato chi si aspettava il solito dominio delle piattaforme streaming più blasonate. A guidare tutto è The Pitt, medical drama che ha raccolto 25 candidature, un numero che nessun’altra serie è riuscita ad avvicinare. Alle sue spalle, staccata di un soffio, c’è Hacks con 24 nomination: la commedia con Jean Smart resta la principale rivale nella corsa alle statuette, ma quel divario di una sola candidatura racconta già da solo quanto la stagione sia stata combattuta.
Dietro le prime due, il quadro si allarga a titoli che il pubblico italiano conosce bene. Pluribus e The Bear compaiono entrambe tra le serie nominate, confermando che il 2026 non è stato un anno a corsia unica ma un’annata con più protagonisti in campo, ognuno con un pubblico e uno stile diversi. The Bear porta avanti il suo racconto di cucina e famiglia disfunzionale che negli anni scorsi ha già fatto incetta di premi, mentre Pluribus rappresenta la novità più discussa del pacchetto.
Quello che colpisce, se ti fermi a guardare i numeri con un minimo di attenzione, è la distanza tra The Pitt e il resto del campo. Un divario di 25 contro 24 nomination può sembrare piccolo sulla carta, ma agli Emmy si tratta di una forbice enorme quando a contendersela sono decine di produzioni diverse, spalmate su categorie che vanno dalla miglior serie drammatica alla scrittura, dalla regia al montaggio. The Pitt non ha convinto la giuria su un episodio o un’interpretazione: ha messo a segno candidature trasversali, segno che l’intera macchina della serie, dal cast alla scrittura tecnica, ha funzionato in modo compatto.
Per chi segue gli Emmy da anni, il dettaglio da non perdere è proprio questo: un medical drama che scavalca la concorrenza in un’epoca in cui le nomination sono state per lungo tempo appannaggio quasi esclusivo delle grandi piattaforme streaming. Le fonti concordano su questi due dati, 25 per The Pitt e 24 per Hacks, senza margini di dubbio: sono numeri che arrivano dagli annunci ufficiali del 8 luglio e che ANSA, Repubblica, Rolling Stone Italia ed Esquire hanno riportato in modo identico.
Il dato che sorprende non è chi vince, ma chi ha scavalcato i soliti colossi dello streaming.
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Perché conta, Hargitay, Reiner e Colbert cambiano il racconto
C’è un altro elemento che rende questa edizione degli Emmy diversa da tutte le precedenti, e riguarda chi sta dietro il leggio. A condurre la cerimonia sarà Mariska Hargitay, e non è un dettaglio di costume: è la prima donna a farlo in 15 anni, un’assenza lunghissima che dice molto su come la televisione americana abbia gestito i propri palchi più importanti. Se ti stai chiedendo perché se ne parli così tanto nonostante il tema sembri laterale rispetto alle nomination, la risposta è semplice: la conduzione di una cerimonia come questa non è mai neutra, orienta il racconto della serata quanto le statuette stesse.
Tra le nomination annunciate l’8 luglio c’è poi un nome che ha commosso più di ogni altro: Rob Reiner ha ricevuto una candidatura postuma. Una nomination che arriva dopo la scomparsa del regista porta con sé un peso diverso rispetto alle altre, perché trasforma il riconoscimento in un bilancio su una carriera intera, più che sul singolo progetto premiato. È il tipo di notizia che, in mezzo ai numeri e alle percentuali, ricorda che dietro ogni candidatura c’è un lavoro fatto da persone reali, non solo una casella da riempire in una tabella.
C’è poi il caso che più fa discutere sui social, quello di Stephen Colbert. Il conduttore ha ricevuto una nomination nonostante il suo show sia stato cancellato da CBS, e l’ironia della situazione non è sfuggita a nessuno: l’Academy premia un lavoro che la stessa rete che lo produceva ha deciso di chiudere. Non è la prima volta che gli Emmy certificano il valore artistico di un prodotto proprio mentre il mercato lo sta abbandonando, ma raramente il contrasto è stato così immediato, con l’annuncio della cancellazione e quello della nomination arrivati a distanza ravvicinata.
Cosa non dicono ancora le fonti
Qui però bisogna essere onesti su cosa sappiamo per certo e cosa no. Circola la voce che un colosso dello streaming avrebbe perso lo scettro delle nomination che deteneva da anni, ma nessuna fonte tra quelle consultate specifica quale piattaforma sia realmente arretrata, né fornisce numeri comparativi con le edizioni precedenti. È un’affermazione che gira, plausibile alla luce del sorpasso di The Pitt, ma che al momento resta da verificare: prendila per quello che è, un’ipotesi in circolazione e non un dato confermato dagli annunci ufficiali dell’8 luglio.
Dietro i numeri c’è un segnale su chi comanda la nuova stagione delle serie tv.
Cosa recuperare prima della notte degli Emmy
Se hai seguito fin qui i numeri delle nomination e ti sei perso le serie di cui si parla, la buona notizia è che recuperarle prima della cerimonia si può fare senza stravolgere l’agenda di luglio. The Pitt, il medical drama che guida la classifica con le sue 25 candidature, è la produzione HBO che in Italia trovi su Sky e NOW: la prima stagione racconta un turno in pronto soccorso in tempo quasi reale, episodio per episodio, ed è proprio questa struttura serrata ad aver convinto la giuria su scrittura, regia e interpretazioni allo stesso tempo.
Hacks, che insegue The Pitt con 24 nomination, resta disponibile sempre nel pacchetto Max distribuito da Sky e NOW: la commedia con Jean Smart mette in scena il rapporto tra una comica veterana di Las Vegas e una giovane sceneggiatrice, ed è la serie da recuperare se cerchi un tono più leggero rispetto al drama ospedaliero.
Per completare il quadro delle nomination annunciate l’8 luglio, ci sono due titoli che il pubblico italiano conosce già bene per motivi diversi. The Bear, il racconto di cucina e famiglia disfunzionale che negli anni scorsi ha già portato a casa diversi premi, si trova su Disney+ nelle stagioni già uscite. Pluribus, la novità più discussa del pacchetto di quest’anno, è la produzione Apple TV+ che ha convinto la critica proprio per il modo in cui si distacca dagli schemi delle serie corali a cui siamo abituati.
- The Pitt: medical drama, Sky/NOW, 25 nomination, da vedere per capire perché ha scavalcato tutti.
- Hacks: commedia, Sky/NOW, 24 nomination, la rivale più agguerrita nella corsa alle statuette.
- The Bear: dramedy, Disney+, tra i titoli con il palmarès più solido delle ultime stagioni.
- Pluribus: novità, Apple TV+, la serie che divide di più tra le nomination di quest’anno.
Quattro titoli, quattro piattaforme diverse, un solo appuntamento in comune: la notte degli Emmy che metterà a confronto tutte queste storie sullo stesso palco.