Elizabeth Warren si scaglia contro le criptovalute

L’atmosfera attorno alle criptovalute rischia di farsi molto pesante negli Stati Uniti. Ove è in particolare da registrare un vero e proprio fuoco di sbarramento da parte della politica nei confronti degli asset digitali. Testimoniato soprattutto dalle parole utilizzate dalla senatrice Elizabeth Warren nel corso di una audizione avvenuta al Senato il 9 giugno. Le quali sono state in effetti molto pesanti per il denaro digitale, tali da provocare timore nelle aziende interessate.

Cosa ha detto Elizabeth Warren sulle criptovalute?

La rappresentante del Massachusetts ha affermato che le criptovalute si sono rivelate una alternativa di basso livello nei confronti del denaro reale. In particolare, sarebbe fallito il loro tentativo di andare a costituire una alternativa ai guasti che affliggono il sistema bancario tradizionale che, pure, poteva essere un obiettivo condivisibile alla luce delle malefatte dello stesso.
In particolare, la Warren ha puntato il dito contro Dogecoin, il celebre meme coin sospinto in maniera incessante da Elon Musk e dagli altri VIP che hanno dato vita al cosiddetto Doge Train. Accusando in particolare la sua pronunciata volatilità, la quale si sta in effetti rivelando alla stregua di un notevole pericolo per gli investitori al dettaglio.
Non sono poi mancate le solite critiche all’utilizzo del denaro virtuale nelle attività illegali. Testimoniato negli ultimi giorni dalla vicenda di US Colonial Pipeline, l’infrastruttura che è stata hackerata dal gruppo DarkSide, con l’intento di chiedere un riscatto in Bitcoin.

L’attacco di Donald Trump

Le parole di Elizabeth Warren, arrivano peraltro a poche ore di distanza dall’ennesima filippica di Donald Trump contro BTC e Altcoin. L’ex inquilino della Casa Bianca, infatti, ha approfittato dell’ospitalità da parte di Fox Business, un programma televisivo condotto da Stuart Varney, per scagliarsi ancora una volta con forza contro l’icona crittografica. Tanto da definirla una truffa, accusa del resto non nuova da parte di settori del mondo economico e finanziario che sembrano non riuscire a comprendere il fatto che il mondo guardi al futuro, invece che al passato.
Come sembra invece fare Trump, il quale ha del resto ammesso che da parte sua l’unica valuta da considerare è il dollaro. Una affermazione che ha però destato ironia da parte di qualche osservatore. Lo stesso ex presidente, infatti, ancora nel 2016 si vantava di essere il re del debito, non preoccupandosi in maniera eccessiva, quindi, per la tenuta del biglietto verde.

La politica degli Stati Uniti verso le criptovalute si appresta a mutare?

Le parole di Elizabeth Warren e Donald Trump, hanno naturalmente riacutizzato le preoccupazioni dello spazio crittografico. Il quale si sente ormai chiaramente sotto assedio, almeno negli Stati Uniti. Ove si stanno infittendo le vertenze giudiziarie contro le aziende del settore, con alcuni attori di primo piano, a partire da Ripple, chiamati a difendersi dalle accuse della Securities and Exchange Commission.
Se la città di Miami si propone a sua volta nel ruolo di possibile hub per le aziende del settore, va sottolineato come molte di esse guardino con sempre maggiore interesse all’estero. E in tal senso va ricordata la dichiarazione rilasciata al proposito da Justin Sun, il CEO di Tron. Il quale ha elogiato le mosse di El Salvador, ove il BTC è stato equiparato al dollaro. Affermando la sua intenzione di aprire uffici nel Paese in modo da sfruttare le opportunità legislative aperte dalla Bitcoin Law appena approvata.

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