Dogecoin: gli sviluppatori collaborano con Elon Musk dal 2019

Elon Musk, come è noto, è un grande fan di Dogecoin, il più famoso in assoluto. Un fervore tale da averlo spinto non solo ad offrire il proprio sostegno economico per sviluppare al meglio il progetto, ma anche a fornire i propri consigli, tesi a trasformarlo in una alternativa più ecofriendly ed economica rispetto  al Bitcoin. Una collaborazione in atto sin dal 2019 e che è venuta fuori nel corso di una intervista concessa da uno degli sviluppatori di DOGE a Decrypt.

Le dichiarazioni di Ross Nicol

A rilasciare le dichiarazioni in questione è stato Ross Nicoll, uno dei quattro sviluppatori di Dogecoin. Il quale, nel corso dell’intervista, ha anche fornito un dato molto interessante, relativo proprio al consumo di energia necessario alla blockchain di Dogecoin, il quale si attesterebbe appena al 7% di quella invece impiegata dalla rete Bitcoin. Un dato reso possibile dall’impiego di Scrypt come linguaggio di programmazione, il quale è molto meno energivoro di quello utilizzato per BTC.
La collaborazione, di cui nessuno in effetti conosceva l’esistenza, è sorta in corrispondenza dell’ormai famoso referendum su Twitter con cui la comunità del meme coin doveva indicare, naturalmente rimanendo nei confini del gioco, un amministratore delegato ideale. Era appunto il 2019 e a trionfare fu proprio il fondatore di Tesla.

Il ruolo di Musk nell’ascesa di Dogecoin

Il miliardario di origini sudafricane non ha naturalmente mai assunto un ruolo dirigenziale nell’ambito di Dogecoin. Anche perché la sua offerta finanziaria è stata cortesemente declinata. Non di meno ha avuto un ruolo di primo piano nelle sue fortune. Messaggio dopo messaggio su Twitter, infatti, il suo continuo pump and dump ha portato il token alla vera e propria esplosione, tanto che attualmente si trova al quinto posto nella classifica di CoinMarketCap relativa alla capitalizzazione di mercato. Un lieve regresso rispetto alla quarta posizione lasciata nelle ultime ore a Cardano, ma che fa di DOGE una possibile alternativa a Bitcoin.
Una crescita la quale sembrava improponibile sino a qualche tempo fa, ma che ora in molti sembrano vaticinare. Tra i motivi di questo rinnovato favore c’è anche la recente decisione presa da Coinbase, l’exchange che ha incluso il token varato da Billy Markus e Jackson Palmer nelle sue contrattazioni. E anche il clamoroso annuncio di Elon Musk relativo all’intenzione di abbandonare Bitcoin, considerato dannoso per l’ambiente.

Le prossime tappe di Dogecoin

Lo stesso Nicoll ha poi reso note alcune interessanti notizie sul futuro di DOGE. Ricordando che sono sempre di più gli sviluppatori che si dedicano al progetto e che stanno portando a termine l’aggiornamento 1.21, considerato il maggiore mai messo in campo sinora. Nell’ambito del quale vanno ricordati i miglioramenti in termini di sincronizzazione, la maggiore facilità di integrazione per i fornitori di servizi e la garanzia che i backup del wallet saranno validi per sempre.
Per il futuro è invece già nota la volontà di agire sui costi delle transazioni. I quali dovrebbero essere letteralmente abbattuti, passando dagli attuali 0,4 dollari a 0,01.
Un calo clamoroso tale da rendere ancora più appetibile il token anche per i pagamenti nella vita di tutti i giorni. Per arrivarci, sarà però necessario convincere i minatori, i quali potrebbero opporre resistenza, per quanto possibile. Non resta quindi che attendere per vedere cosa accadrà nell’ambito di una trattativa la quale si preannuncia tutta in salita.

L’articolo Dogecoin: gli sviluppatori collaborano con Elon Musk dal 2019 è apparso per la prima volta su Criptovalute News


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