Criptovalute, lo strano legame con la destra conservatrice statunitense

Le criptovalute rappresentano ormai un argomento centrale nella discussione politica degli Stati Uniti. Se, però, sino a qualche giorno fa l’attenzione degli osservatori era incentrata sulla querelle tra Hillary Clinton e Cynthia Lummis sui pericoli e le opportunità ad esse collegati, ora l’obiettivo si sta rapidamente spostando alla questione legata all’approccio estremamente aggressivo della destra conservatrice nei confronti del denaro digitale.

Il tweet di Candace Owens

A rilanciare la discussione è stato un tweet di Candace Owens, nota autrice e opinionista dell’Alt Right a stelle e strisce. “Finally into crypto and ALL IN on this Let’s Go Brandon coin. Because, #LetsGoBrandon”: questo il messaggio, il quale ha riportato in auge un insulto ormai virale nei confronti di Joe Biden.
La vicenda è ormai nota ed è relativa al tentativo da parte di un giornalista della NBC di far passare gli insulti del pubblico di una gara NASCAR nei confronti dell’attuale inquilino della Casa Bianca per un coro a favore del pilota intervistato, Brandon Brown.
La vicenda di Talladega, il centro dell’Alabama in cui si era svolta la gara, è stata poi cavalcata da Donald Trump, il quale ha fatto stampare magliette con la scritta “Let’s go Brandon“, oltre che dalla destra statunitense, con una vera alluvione di hashtag sui social media. Tanto che Ted Cruz, possibile candidato repubblicano per la corsa alla presidenza del 2024, si è fatto ritrarre nel corso delle World Series di baseball con un cartello recante la frase.

Let’s go Brandon è ora un token

Il meme Let’s go Brandon è poi stato ripreso sotto forma di un nuovo progetto crypto, il quale ha naturalmente potuto godere del largo appoggio della destra conservatrice, anche se al momento solo a parole. Trovandosi ben presto a dividerlo con un altro token sulla stessa linea, ma molto più esplicito nei confronti del Presidente, ovvero FJB, acronimo di quel “Fuck You Biden” che era l’insulto di una parte del pubblico di Talladega, il quale non ha certo bisogno di essere tradotto nella nostra lingua.
FJB, in particolare, reca l’effigie di Ryan Fournier, altro attivista politico e co-fondatore del gruppo giovanile americano Students for Trump. Diventato improvvisamente noto due settimane fa, quando ha twittato il suo sostegno alla criptovaluta Let’s go Brandon. Ricordando in maniera molto polemica che grazie ad essa è stato possibile destinare 30mila dollari agli enti di beneficenza i quali si occupano di veterani. Più di quanto Biden abbia fatto per loro in tutta la sua vita.

I precedenti della destra con le criptovalute

Al momento, nessuno dei due token è riuscito a schiodarsi dalla mediocrità. Non sono in effetti usciti da una ristretta cerchia e non sembrano in grado di attrarre interesse da parte degli investitori. A riprova del fatto che i settori conservatori non sembrano molto interessati nella pratica ad un fenomeno che potrebbe andare a scapito del dollaro.
Occorre però sottolineare che la stessa destra, in questo caso estrema, non si è comunque fatta alcuno scrupolo nell’utilizzare gli asset digitali per finanziarsi, nel recente passato.
All’inizio di quest’anno, infatti, un’indagine ha rivelato che Andrew Anglin, fondatore del sito web neonazista The Daily Stormer, ha ricevuto donazioni pari a circa 5 milioni di dollari in Bitcon, dal gennaio del 2017. Così come i rivoltosi di Capitol Hill ne avevano a loro volta ricevuti per un totale di oltre mezzo milione di dollari.
La Financial Action Task Force ha poi svelato, dal canto suo, come i gruppi di estrema destra abbiano utilizzato le cosiddette privacy coin per le proprie attività.

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