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Cosa seminare a ottobre in Abruzzo: l’orto sulla costa e quello dell’entroterra non sono uguali

Ottobre è il mese in cui l’orto sembra finito e invece si prepara. Ma in Abruzzo un calendario di semina valido ovunque non esiste: fra il lungomare di Pescara e i settecento metri dell’entroterra ci sono tre o quattro settimane di differenza, e una gelata di scarto.

La differenza che cambia tutto

Sulla fascia costiera il mare fa da termostato: le gelate arrivano tardi, spesso non prima di dicembre, e le minime restano di qualche grado sopra quelle dell’interno. Si può seminare più a lungo e si raccoglie anche d’inverno.

In collina e nell’entroterra, salendo verso Chieti, l’Aquilano o le valli interne, la prima brinata può arrivare già a fine ottobre. Lì ottobre è l’ultimo mese utile, e conviene anticipare tutto di due o tre settimane.

Cosa si semina in ottobre

  • Aglio e cipolla: si mettono a dimora ora e si raccolgono a giugno. L’aglio vuole terreno drenato e nessun ristagno.
  • Fave e piselli: classici dell’orto abruzzese autunnale, resistono al freddo e arricchiscono il terreno di azoto.
  • Spinaci, bietole da taglio, valerianella: crescono lente e si raccolgono a scalare per tutto l’inverno.
  • Ravanelli e rucola, in semenzaio o in piena terra sulla costa: sono i più rapidi.
  • Cipollotti e porri, per chi ha spazio.

Cosa si trapianta, invece

Le piantine già formate danno più garanzie in autunno, perché saltano la fase più delicata. In ottobre si trapiantano cavoli, cavolfiori, verze, broccoli, finocchi e le insalate invernali. Nell’entroterra meglio farlo nella prima metà del mese.

I fiori: adesso i bulbi

Ottobre è il mese dei bulbi a fioritura primaverile: tulipani, narcisi, giacinti, muscari. Si interrano a una profondità pari a due o tre volte l’altezza del bulbo, in terreno che non trattiene acqua. Chi li mette a novembre inoltrato spesso li vede fiorire lo stesso, ma più tardi e più corti.

Per il colore immediato ci sono viole del pensiero, primule e calendula, che reggono bene il freddo e riempiono balconi e aiuole fino a marzo. Sulla costa la calendula fiorisce quasi tutto l’inverno.

Il terreno, la parte che quasi tutti saltano

  • Togli i residui della stagione estiva ed evita di lasciare marcire in terra i resti malati: le spore restano.
  • Vanga o smuovi in profondità e lascia le zolle grossolane: il gelo invernale le sbriciola meglio di qualunque attrezzo.
  • Concima con letame maturo o compost: ha tutto l’inverno per integrarsi.
  • Cura il drenaggio. Nei terreni argillosi collinari abruzzesi il ristagno invernale uccide più piante del freddo.
  • Pacciama con paglia o foglie: protegge le radici e limita le erbe infestanti.

Le tre insidie locali

  • Il vento. Sulla costa e sui crinali le piantine appena trapiantate vanno riparate o legate: si spezzano più per il vento che per il freddo.
  • Le piogge autunnali concentrate. Meglio aiuole rialzate dove l'acqua non staziona.
  • Le prime gelate a tradimento nell’entroterra: un telo di tessuto non tessuto tenuto pronto salva un mese di lavoro.

Anche gli alberi da frutto, adesso

L’autunno è la stagione giusta per mettere a dimora gli alberi a radice nuda: il terreno è ancora caldo e le piogge fanno il resto. Attenzione però alle potature: il ciliegio non si tocca in inverno, e ogni specie ha il suo calendario.

Il vantaggio di seminare adesso

Le colture autunnali chiedono poca acqua, hanno pochi parassiti e crescono senza fretta, il che significa più sapore. È il periodo in cui l’orto dà più soddisfazione con meno fatica: quello vero comincia a marzo, ma chi in ottobre non fa niente, a marzo parte in ritardo.

La differenza fra costa e interno, in giorni

In Abruzzo il calendario dell’orto non è uno solo. Sulla fascia costiera le prime gelate arrivano tardi e la stagione utile si allunga di settimane; nei comuni interni sopra i cinquecento metri, in ottobre, la finestra si sta già chiudendo. La stessa semina fatta lo stesso giorno a Pescara e a Sulmona dà risultati diversi.

La regola pratica per orientarsi: conta indietro dalle prime gelate attese nella tua zona e verifica che la coltura abbia il tempo di svilupparsi. In collina e in montagna, per le semine di ottobre, serve quasi sempre una protezione, anche solo un telo leggero appoggiato su archetti.

Gli attrezzi e i lavori che ottobre chiede

  • Pulizia delle colture esaurite: le piante malate non vanno nel compost, perché i patogeni sopravvivono.
  • Compostiera: ottobre è il mese in cui si carica di più, fra sfalci, foglie e residui dell’orto estivo.
  • Pacciamatura con paglia o foglie sulle aiuole libere: protegge il terreno dalla battitura delle piogge e limita le infestanti.
  • Manutenzione degli attrezzi prima del riposo invernale: pulizia, affilatura, olio sulle parti metalliche.
  • Raccolta e conservazione dei semi delle varietà che ti sono piaciute, da piante sane e ben mature.

Il sovescio, il lavoro che si vede l’anno dopo

Sulle aiuole che resteranno libere fino a primavera conviene seminare una coltura da sovescio: favino, veccia, senape, segale. Si semina a ottobre, cresce durante l’inverno proteggendo il terreno dall'erosione, e a fine inverno si trincia e si interra.

Il vantaggio è doppio: le leguminose fissano azoto e lo rendono disponibile alla coltura successiva, e la massa verde interrata aumenta la sostanza organica. È la pratica con il miglior rapporto fra fatica e risultato in tutto l’orto domestico, e costa quanto un sacchetto di semi.

Se l’orto è sul balcone

Ottobre è ottimo anche per chi coltiva in vaso, con qualche accorgimento:

  • Vasi profondi per aglio, cipolle e favino; contenitori larghi e bassi per le insalate da taglio.
  • Riparo dal vento, che sulla costa asciuga i vasi più del sole.
  • Drenaggio: con le piogge autunnali il problema non è la sete, è il ristagno.
  • Sole di mezzogiorno: in inverno le ore di luce diretta sono poche e i balconi esposti a nord danno poco.

E vale anche per gli alberi da frutto in vaso, che in autunno si mettono a dimora e si potano secondo la specie: sul ciliegio, per esempio, l’errore più comune è intervenire nel momento sbagliato dell’anno. Per il resto, la stagionalità dell’orto è anche il modo più semplice per abbassare la spesa alimentare, come abbiamo visto parlando di prezzi al supermercato.

Le insidie di ottobre nell’orto abruzzese

Tre problemi ricorrono ogni autunno da queste parti. Il primo è la peronospora sulle colture ancora in campo, favorita dalle piogge e dalle notti umide: si limita distanziando le piante e bagnando alla base, mai sulle foglie. Il secondo sono le lumache, che con l’umidità tornano in massa e fanno danni sulle semine appena nate. Il terzo è il vento, che sulla costa asciuga il terreno molto più in fretta di quanto suggerisca la stagione.

La contromisura che risolve più cose insieme è la pacciamatura: trattiene umidità, limita le infestanti, protegge il suolo dalla battitura della pioggia e rende più difficile il passaggio delle lumache. Paglia, foglie secche o sfalci ben asciutti bastano.

Domande frequenti

Si può seminare l’aglio a ottobre?

Sì, è il periodo giusto: si mette a dimora in autunno e si raccoglie a inizio estate. Vuole terreno drenato.

Che differenza c’è fra costa ed entroterra?

Sulla costa le gelate arrivano più tardi e si semina più a lungo; nell’entroterra ottobre è spesso l’ultimo mese utile.

Quando si mettono i bulbi di tulipano?

Fra ottobre e novembre, a una profondità pari a due o tre volte l’altezza del bulbo, in terreno ben drenato.

Serve concimare in autunno?

Sì, con letame maturo o compost: l’inverno serve proprio a farli integrare nel terreno.

Come si protegge l’orto dalle prime gelate?

Con teli in tessuto non tessuto da stendere nelle notti critiche e con la pacciamatura alla base delle piante.

Si può coltivare in vaso sul balcone?

Sì: insalate da taglio, rucola, spinaci e aromatiche funzionano bene in vaso anche d’inverno sulla costa.