Citi valuta offerta servizi di Bitcoin

La società di servizi finanziari statunitense Citi considera di offrire servizi di Bitcoin ai propri clienti, dopo aver ricevuto numerose richieste in tal senso. Ricordiamo che l’azienda è una delle molte banche che si è avvicinata alle criptovalute negli ultimi tempi.

Sebbene Citi abbia solo segnalato un interesse, almeno per il momento, una nuova iniziativa di custodia sostenuta da Fidelity potrebbe presto vedere centinaia di banche statunitensi offrire servizi Bitcoin. E sarebbe un passo in avanti piuttosto significativo dal punto di vista dell’adozione delle criptovalute, non solo per gli attori istituzionali o per gli individui più facoltosi.

Citi è pronta a puntare su Bitcoin

Il responsabile globale del Foreign Exchange di Citi, Itay Tuchman, ha dichiarato che la società sta pensando di entrare nel mercato dei Bitcoin. Nonostante la reputazione poco solida delle criptovalute in molti degli istituti finanziari tradizionali, l’interesse crescente per il Bitcoin da parte dei gestori patrimoniali e degli hedge fund ha costretto Citi a considerare la mossa.

Difficilmente però l’ingresso di Citi in BTC sarà a brevissimo termine. “Non dovremmo fare nulla che non sia sicuro. Ci lanceremo quando saremo sicuri di poter costruire qualcosa che benefici i clienti e che i regolatori possano sostenere” – ha proseguito infatti Tuchman, che ha poi confermato che nessuna decisione è stata presa per quanto riguarda l’offerta di servizi di criptovalute. Tuttavia, sotto esame erano le opzioni di trading, custodia e finanziamento per i clienti.

Ci sono diverse opzioni dalla nostra prospettiva e stiamo valutando dove possiamo servire meglio i clienti. Questo non sarà uno sforzo di prop-trading” – ha poi proseguito Citi, facendo riferimento al prop-trading, o trading proprietario, un contesto in cui una società finanziaria negozia i propri fondi per un guadagno diretto invece di guadagnare una commissione facendo trading per conto dei suoi clienti.

In tal senso, durante l’ultimo quarto del 2020, un report di Citi aveva riportato come un analista senior prevedesse che il prezzo del Bitcoin avrebbe potuto raggiungere quota 318 mila dollari entro dicembre 2021. Il capo globale di CitiFX Technicals, Tom Fitzpatrick, ha scritto in tal proposito che “l’intera esistenza del bitcoin è stata caratterizzata da impensabili rally seguiti da dolorose correzioni, il tipo di modello che sostiene un trend a lungo termine“.

Le banche stanno cambiando il loro approccio sulle criptovalute

Ultimamente, diversi grandi gruppi bancari statunitensi hanno annunciato che stanno lavorando per introdurre servizi di criptovalute a causa della crescente domanda dei clienti, come BNY Mellon, Goldman Sachs, e Morgan Stanley.

Per esempio, grazie alla società di custodia cripto NYDIG, i clienti di alcune banche statunitensi saranno presto in grado di acquistare, detenere e vendere Bitcoin attraverso i loro conti esistenti. Il responsabile delle soluzioni bancarie alla NYDIG, Patrick Sells, ha in merito ricordato come le negoziazioni con alcuni grandi player on-boarding siano ancora in corso al momento, ma l’ottimismo non manca: centinaia di banche più piccole si sono già iscritte al programma.

“Quello che stiamo facendo è rendere semplice per le persone e le aziende di essere in grado di acquistare bitcoin attraverso le loro relazioni bancarie esistenti. Se sto usando la mia applicazione mobile per fare tutte le mie operazioni bancarie, ora ho la possibilità di comprare, vendere e tenere bitcoin” – ha affermato Sells.

Ricordiamo che NYDIG è una divisione di Stone Ridge asset managers, che ha collaborato con Fidelity National Information Services per offrire il servizio.

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