Ciphertrace: la criminalità crypto si sta spostando sulla DeFi

La criminalità legata alla crittografia si starebbe spostando in maniera massiccia sulla finanza decentralizzata. Almeno questa è la conclusione del rapporto dedicato da Ciphertrace, azienda che studia questo genere di fenomeni, a quanto avvenuto nel corso dei primi quattro mesi dell’anno. Lo studio si intitola “Rapporto sul crimine di criptovaluta e antiriciclaggio” e provvede ad esporre un quadro estremamente interessante sulla evoluzione dei crimini legati alle criptovalute nei confronti dello scorso anno.

Cripto-truffe

Cosa afferma il Rapporto sul crimine di criptovaluta e antiriciclaggio?

L’azienda, una delle maggiori nel suo campo, tanto da intrattenere rapporti con il governo degli Stati Uniti in tema di contrasto alle attività criminali legati agli asset digitali, è partita da una scoperta interessante: nel corso dei quattro mesi dell’anno in corso, infatti, il settore crittografico si sarebbe rivelato molto meno esposto rispetto a quanto era accaduto lo scorso anno. Di fronte agli oltre 1,9 miliardi di dollari sottratti dalla criminalità informatica in quel lasso di tempo, ora il totale si attesterebbe a quota 432 milioni.
L’altra scoperta di una certa importanza è appunto relativa allo spostamento di prospettiva delle bande criminali le quali ormai da tempo imperversano sul web. Se sino all’anno passato prevaleva il semplice hacking, ora i pirati informatici si stanno concentrando sulla DeFi. La quale è ritenuta con tutta evidenza un terreno di caccia molto più facile e redditizio.

La finanza decentralizzata è il nuovo bersaglio

Per capire meglio cosa stia accadendo, basta in effetti dare una rapida occhiata alle cifre evidenziate dal rapporto di Ciphertrace. Ammonterebbe infatti a 156 milioni di dollari il totale sottratto con questo genere di operazioni nel primo quadrimestre del 2021. Una cifra che va già a oltrepassare il bottino collezionato nel corso di tutto l’anno precedente. Il quale si era fermato sotto la soglia dei 100 milioni.
La truffa più clamorosa relativa alla finanza decentralizzata, almeno al momento, è quella della rete PAID, la quale ha consentito agli hacker di coniare ben 150 milioni di dollari in valuta. Gli sviluppatori del progetto hanno infine individuato la truffa e hanno prelevato liquidità al fine di coniare un’altra valuta, ma nel frattempo PAID ha perso oltre l’85% del suo valore, con un danno esteso a tutti gli investitori.
Si è invece limitato a 80 milioni di dollari il bottino nel caso di Easyfi, un protocollo basato su Polygon. Il risultato di una vulnerabilità nel sistema di sicurezza grazie al quale gli hacker hanno potuto rubare le chiavi private del portafoglio dal computer di un membro del suo team.

L’allarme di Ciphertrace

Proprio sulla base di quanto emerso nel corso della stesura del rapporto, gli analisti di Ciphertrace hanno formulato un pronostico il quale prevede un notevole innalzamento delle cifre che saranno sottratte in maniera illegale dagli hacker agli investitori della finanza decentralizzata nel corso dei prossimi mesi.
Non solo a causa della prevedibile crescita del settore, la quale è del resto già in atto, ma anche della consolidata abitudine di molti utenti alla sottovalutazione dei possibili pericoli collegati a questo genere di attività. Una abitudine che in effetti rischia di aprire vere e proprie praterie alla pirateria informatica. La quale, dal suo canto, si è già accorta di quanto sia invitante la finanza decentralizzata. E non attende altro che di poter partecipare alla festa, A modo suo, naturalmente.

L’articolo Ciphertrace: la criminalità crypto si sta spostando sulla DeFi è apparso per la prima volta su Criptovalute News


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