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Cinema in Abruzzo, puoi vedere un film a meno di 7 euro anche fuori stagione: dove costa meno che altrove

L’Abruzzo è quinto in Italia per amore del cinema, primo nel Sud

Se ti capita di entrare in una sala abruzzese anche a marzo, quando l’ultimo blockbuster natalizio è già un ricordo, non sei l’eccezione. Sei la regola. L’Abruzzo si è appena piazzato al quinto posto in Italia nel Cinema Lover Index 2026, l’indice elaborato da Casinos.com su dati SIAE 2025 e Google Trends, ed è la prima regione del Mezzogiorno in classifica. Un piazzamento arrivato proprio mentre si chiudeva l’83ª Mostra del Cinema di Venezia, la vetrina che per undici giorni ha tenuto gli occhi d’Italia puntati sul Lido.

I numeri, però, li fa il resto dell’anno. Nel 2025 gli abruzzesi hanno staccato 1.571.067 biglietti, pari a 124,1 ingressi ogni 100 abitanti: un ritmo che nella classifica nazionale vale il quinto posto anche per densità di proiezioni, con 70.014 spettacoli programmati, cioè 55,3 ogni 1.000 residenti. E qui c’è il dettaglio che spiega tutto: il biglietto medio in Abruzzo costa 6,89 euro, oltre sessanta centesimi in meno della media nazionale di 7,52 euro registrata dal Rapporto SIAE 2025.

In testa alla classifica resta il Lazio con 89,2 punti, seguito da Emilia-Romagna (76,5) e Umbria (72,2). L’Abruzzo, con 66,4 punti, è appena sotto le Marche (67,5) e appena sopra la Puglia (65,4), seconda regione del Sud nell’indice. Un piazzamento che l’Abruzzo costruisce senza una metropoli e senza un festival di richiamo nazionale, con un pubblico che il cinema lo vive tutto l’anno, non solo nei weekend di Natale o di Ferragosto.

C’è un numero che racconta questa abitudine meglio di ogni altro: nel 2025, il 37,7% di tutti i biglietti staccati in Abruzzo per un qualsiasi evento censito dalla SIAE, dai concerti al teatro, era per una sala cinematografica. Una delle quote più alte del intero Paese.

E dietro quel 37,7%, c’è una domanda che conviene farsi: come fa una regione senza grandi città a battere quasi tutto il Sud e mezza Italia settentrionale in questa classifica?

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Come si costruisce la classifica e perché l’Abruzzo sale senza una metropoli

La risposta sta nel modo in cui Casinos.com ha costruito il Cinema Lover Index 2026. Non è un sondaggio su quanto la gente dica di amare il cinema, ma un incrocio di comportamenti reali: gli ingressi per abitante pesano il 40% del punteggio finale, le proiezioni programmate un altro 20%, e il resto lo fanno tre segnali raccolti da Google Trends negli ultimi cinque anni, cioè le ricerche per “film da vedere” (20%), “programmazione cinema” (10%) e “recensioni film” (10%).

Ed è proprio sul fronte delle ricerche che l’Abruzzo si fa notare. Su Google, la regione cerca “film da vedere” con un punteggio di 80 su 100 e “programmazione cinema” con 75 su 100, entrambi ben sopra la media nazionale. Tradotto: non è gente che va al cinema per caso, se il weekend è libero. È gente che pianifica, controlla gli orari, sceglie il titolo prima di uscire di casa.

Il confronto con chi sta intorno all’Abruzzo in classifica aiuta a capire la misura del fenomeno. Le Marche, quarte con 67,5 punti, restano appena sopra; la Puglia, sesta con 65,4, segue di poco ma con una storia diversa alle spalle: nel 2025 ha guadagnato il 5,5% di spettatori mentre l’Italia ne perdeva il 2,3%, con la spesa al botteghino cresciuta del 12,2% e quattro schermi in più aperti sul territorio. “Se cercate la regione dove andare al cinema è ancora un’uscita normale e non un evento, guardate l’Abruzzo”, ha commentato Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com, sottolineando come il quinto posto sia costruito senza una metropoli e senza un festival di richiamo nazionale.

Regione Punteggio Index Ingressi per 100 ab. Biglietto medio
Lazio 89,2 – –
Emilia-Romagna 76,5 – –
Umbria 72,2 – –
Marche 67,5 – –
Abruzzo 66,4 124,1 6,89 €
Puglia 65,4 115,1 6,86 €

Dove si va al cinema in Abruzzo, dalla costa ai centri interni

Il pubblico che regge questi numeri non si concentra in un solo posto. C’è la fascia delle multisala lungo la costa, da Pescara a Teramo fino a Chieti, dove il cinema resta l’uscita del sabato sera per famiglie e gruppi di amici. Ma c’è anche un pezzo di Abruzzo meno visibile nei dati aggregati: quello dei centri interni, dove la sala cinematografica è rimasta uno dei pochi luoghi di ritrovo collettivo rimasti aperti, in territori dove bar e circoli si sono ridotti negli anni.

Se ci pensi bene, è proprio questa doppia anima, costa affollata d’estate e paesi dell’interno che tengono la sala aperta tutto l’anno, a spiegare perché il biglietto medio resti così basso: 6,89 euro non sono il prezzo di una multisala di città che deve ammortizzare affitti da grande centro commerciale, ma quello di un servizio diffuso su tutto il territorio regionale.

Ed è in questa cornice che il nome di un abruzzese pesa più di quanto si pensi.

C’è un filo che lega tutto questo a un pescarese che il cinema lo ha scritto per, al fianco di uno dei registi più celebrati al mondo: Ennio Flaiano.

L’anno di L’Aquila Capitale della Cultura e il cinema come abitudine abruzzese

C’è un nome che lega l’Abruzzo al cinema italiano da prima che esistesse qualsiasi classifica: Ennio Flaiano. Lo sceneggiatore pescarese ha scritto per Federico Fellini alcuni dei film che hanno cambiato il modo di raccontare storie sul grande schermo, e a Pescara ogni anno un premio porta il suo nome, dedicato proprio al cinema. Non è un dettaglio da citare per completezza: è la prova che il rapporto tra l’Abruzzo e le sale non è nato con il Cinema Lover Index 2026, ma affonda in una tradizione che precede di decenni i dati SIAE.

Quest’anno quella tradizione si intreccia con un altro primato, tutto istituzionale: L’Aquila è Capitale italiana della Cultura nel 2026. Il quinto posto abruzzese nella classifica di Casinos.com arriva proprio mentre la regione tiene i riflettori accesi sulla propria offerta culturale, e il dettaglio non è casuale quanto potrebbe sembrare. Un territorio che investe sulla cultura come motore di attenzione trova, nei dati sul cinema, una conferma che non riguarda solo mostre e teatri: riguarda l’abitudine quotidiana di una intera regione a spendere il proprio tempo libero dentro una sala buia.

Ed è qui che il primato nel Mezzogiorno assume un peso diverso da un semplice piazzamento in tabella. L’Abruzzo non batte Puglia, Campania, Sicilia e Calabria perché ha più abitanti o più multisala per chilometro quadrato: li batte perché tiene aperte le sale anche quando non c’è un blockbuster a riempire le poltrone, perché il pubblico continua a cercare “film da vedere” su Google anche fuori dai mesi caldi, perché il biglietto a 6,89 euro resta un prezzo che non scoraggia l’uscita del martedì sera tanto quanto quella del sabato. Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com, lo ha messo in una frase che vale la sintesi di tutto l’indice: nell’anno di L’Aquila Capitale della Cultura, fa piacere che il primato del Mezzogiorno parli abruzzese.

Se ti stai chiedendo cosa portarti a casa da questi numeri, è semplice: in Abruzzo il cinema non è un evento da programmare con settimane di anticipo, aspettando il titolo giusto o la promozione del weekend. È un’abitudine diffusa, sostenuta da un prezzo tra i più bassi d’Italia e da una rete di sale che va dalla costa affollata d’estate ai borghi dell’interno dove restare aperti significa, spesso, restare l’unico presidio culturale del paese. Ecco perché, tra Lazio, Emilia-Romagna e Umbria che occupano i primi tre posti dell’indice, il quinto gradino abruzzese pesa più di quanto un numero da solo potrebbe suggerire.

Fonti