Cardano, l’hard fork “Mary” avrà luogo a febbraio

Importanti novità sul fronte Cardano. Il suo fondatore, Charles Hoskinson, ha infatti annunciato che l’hard fork “Mary” dovrebbe avvenire nel prossimo mese di febbraio. Si tratta del secondo hard fork di questa blockchain, correlato a “Goguen” dopo quello che riguardato il combinatore “Allegra” e avrà la funzione di permettere la creazione di asset nativi su Cardano, oltre ad aggiungere l’infrastruttura per il modello UTXO esteso.
Proprio “Goguen”, infatti, ha permesso l’aggiunta di funzioni multi-token, facendo così della piattaforma una rete interoperabile per la creazione di protocolli di finanza decentralizzata (DeFi). Aprendo di fatto nuove prospettive per Cardano, in un momento in cui la finanza decentralizzata sta assumendo una importanza sempre più rilevante.

Il 2021 sarà un anno chiave per Cardano

L’aggiornamento della rete arriva in un momento molto importante per Cardano. Lo stesso CEO ha infatti ricordato come il progetto sia al centro di una lunga serie di progetti e collaborazioni tesi a migliorarne non solo gli aspetti tecnici, ma anche i processi di autogoverno. I quali dovrebbero essere facilitati dalla possibile fine dell’emergenza legata alla pandemia di Covid ancora in atto, la quale ha avuto notevoli riflessi anche sul settore crittografico, oltre che sull’economia in genere.
“Mary” è in pratica una nuova fase della vita di Cardano, come ricordato da Hoskinson. Il quale ha praticamente decretato la chiusura di quella precedente, denominata a sua volta “Shelley”. Proiettando il progetto in un futuro che si spera possa essere sempre più roseo.

I progressi della governance di Cardano

Anche per quanto riguarda i processi di governance della rete di Cardano, il suo fondatore ha affermato come il progetto Catalyst stia avanzando con notevole vigore. Grazie in particolare ad una serie di fondi creati proprio al fine di sostenere l’avanzata in atto. Il Fondo 1, che vedeva un gruppo di 50 volontari impegnato nel progettare la struttura del programma, con il fine di creare dApp e attività su Cardano entro i prossimi sei mesi, è stato infatti chiuso, come il Fondo 2. Mentre si accinge a partire il Fondo 3, cui sono stati forniti circa 500mila dollari di finanziamenti. Le operazioni in corso hanno il compito di spianare la strada da ogni difficoltà che potrebbe sorgere in relazione ai processi decisionali. In particolare permettendo ai sostenitori di avere realmente un ruolo negli stessi, senza doverli subire in maniera traumatica. Come sta invece avvenendo per altri progetti crittografici.

Il progetto Catalyst

Intanto, Input Output Hong Kong (IOHK) la società di sviluppo che si muove dietro Cardano, sta già lavorando in parallelo alle prossime fasi della roadmap. “Project Catalyst ” infatti, è solo una parte della quinta e ultima fase di Cardano, denominata “Voltaire”. Nel corso della quale dovrà essere creato il supporto di una comunità non solo forte e responsabilizzata, ma anche dotata degli strumenti e dei processi in grado di governare la tesoreria.
Un tema, quello della gestione trasparente dei fondi, il quale sta del resto assumendo una importanza sempre più rilevante in ambito crittografico. Come in effetti dimostrato dalla vicenda che ha portato alla spaccatura in seno alla comunità di Bitcoin Cash. Una divisione derivante proprio dal tentativo di imporre una tassa sul mining al fine di finanziare i piani di sviluppo. Ipotesi che IOHK sembra voler evitare implementando un sistema inattaccabile. Almeno sulla carta.

L’articolo Cardano, l’hard fork “Mary” avrà luogo a febbraio è apparso per la prima volta su Criptovalute News


Source link

Check Also

Bank of America: Bitcoin è la madre di tutte le bolle speculative!

Michael Hartnett, chief investment strategist di Bank of America Securities, ha dichiarato che Bitcoin è …