In auto da Pescara, e ti ritrovi in un borgo di pietra dove puoi camminare tra le basi di templi romani dedicati a Giove ed Ercole e poi salire fino alla torre di un castello medievale, tutto nello stesso pomeriggio. È Cansano, provincia dell’Aquila, affacciato sulla Valle Peligna alle porte del Parco Nazionale della Maiella.
Cansano, il borgo della Maiella da scoprire in autunno
Cansano non è tra i nomi che senti nominare ogni weekend quando si parla di borghi abruzzesi, ed è proprio questo il suo punto di forza. Niente code, niente parcheggi introvabili: solo vicoli di pietra, un centro storico di impronta medievale rimasto quasi intatto e un affaccio diretto sui versanti della Maiella che d’autunno si accendono di ocra e rosso.
Il momento buono per andarci è adesso. I sentieri verso il Passo San Leonardo sono percorribili senza il caldo dell’estate, la luce del tardo pomeriggio è quella giusta per fotografare la torre del castello, e i ristoranti del paese servono ancora i piatti di stagione della cucina di montagna. Cansano, tra l’altro, è stato inserito di recente tra i Villaggi Montani certificati dal CAI insieme ad Amandola, nelle Marche: un riconoscimento che dice qualcosa sulla qualità di questo territorio, spesso lasciata in ombra da mete più note come Pacentro o Scanno.
Per arrivarci in auto, il riferimento è l’uscita A25 di Sulmona, da cui si prosegue lungo la SS487 in direzione del borgo, tra colline e boschi. Se preferisci il treno, esiste una fermata dedicata, Cansano Ocriticum, sulla linea storica Sulmona-Isernia: un dettaglio che pochi conoscono e che ti permette di scendere davanti al sito archeologico. Chi arriva in aereo può appoggiarsi allo scalo di Pescara e da lì proseguire in auto verso l’entroterra peligno.
Con questi tempi di percorrenza, un weekend basta e avanza per vedere tutto quello che conta: il sito archeologico di Ocriticum, le chiese del centro, il castello, e il secondo giorno da dedicare al Passo San Leonardo e ai borghi limitrofi. È un itinerario che tiene insieme archeologia, arte sacra e montagna senza dover correre da un capo all’altro dell’Abruzzo.
Nelle prossime 48 ore c’è spazio per i templi di Giove ed Ercole, una chiesa con un battistero del Quattrocento e un valico a 1.282 metri: ecco come organizzarle tappa per tappa.
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Cosa vedere, Ocriticum, il castello e le chiese del borgo
La mattina del primo giorno la dedichi a Ocriticum, l’area archeologica a pochi minuti dal paese dove cammini letteralmente sopra un insediamento italico-romano. Qui si distinguono le basi di due templi dedicati a Giove ed Ercole, più un sacello legato a Cerere e Venere: non servono guide specializzate per capire la scala del luogo, bastano una mattinata con calma e un po’ di curiosità per le pietre.
Nel pomeriggio scendi verso il centro storico, dove l’impianto medievale racconta ancora oggi una funzione di controllo del territorio che il borgo aveva secoli fa. Tra gli edifici religiosi, la Chiesa di San Salvatore è quella che vale una sosta più lunga: documentata dal XII secolo e ricostruita nel Settecento, custodisce un battistero in marmo del Quattrocento e un ambone ligneo lavorato con cura, oltre a tele sugli altari laterali.
Poco distante trovi altre tre soste d’arte che in molti saltano perché meno segnalate. La Chiesa di San Nicola di Bari sorge su un antico sepolcreto e conserva un rilievo in stucco di inizio Novecento dedicato al santo protettore dei minatori. San Donato è piccola ed essenziale, ma in facciata ha una lunetta con le anime del Purgatorio che vale la fotografia. San Rocco, invece, è un edificio del Novecento situato in Piazza XX Settembre.
Chiudi il primo giorno salendo verso il castello medievale, di cui resta visibile la struttura della torre più alta: da lassù capisci meglio perché Cansano abbia avuto un ruolo strategico nella valle, con lo sguardo che spazia sulla Peligna e sui primi contrafforti della Maiella.
Giorno 2, Passo San Leonardo e i borghi vicini
Il secondo giorno cambia registro: al mattino punti sul Passo San Leonardo, il valico a 1.282 metri tra Pacentro e Sant'Eufemia a Maiella. La vista abbraccia la Maiella e il Monte Morrone, con nevai tardivi se ci vai a inizio stagione fredda e colori che cambiano con i mesi, in autunno tra i più intensi dell’anno.
Nel pomeriggio, sulla via del ritorno, hai tre mete a breve distanza da Cansano che meritano una tappa anche solo di un’ora. Roccacaramanico è un borgo medievale recuperato con cura, spesso citato tra i più suggestivi borghi della Maiella, e funziona bene come base per chi vuole allungare verso le salite del Morrone. L’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, alle porte di Sulmona, è un grande complesso monastico in un contesto rurale che da solo vale la deviazione. Il Castello di Pacentro, infine, offre torri e camminamenti panoramici sulla Valle Peligna, un altro punto di vista sullo stesso territorio che hai attraversato in auto la mattina.
Una volta in zona, muoverti è semplice: a piedi nel centro storico e per i tragitti brevi, in auto per i sentieri e i passi di montagna. Con questa combinazione di templi, chiese, castello e valico, il weekend si chiude senza aver corso, ma con la sensazione di aver visto un pezzo di Abruzzo che in pochi raccontano.
Chiudi il weekend a tavola, perché a Cansano la cucina non è un contorno all’itinerario: è un altro modo di leggere il territorio. La pasta tradizionale del posto si chiama mennegliglie, un formato semplice fatto in casa che qui ha resistito ai decenni senza diventare un piatto da menu turistico, e che raramente trovi fuori dalla Valle Peligna.
Se cerchi un primo piatto più robusto, ordina la zuppa alla pastora, legata alla pastorizia che per secoli ha tenuto in piedi l’economia di questi versanti della Maiella. Il pan cotto con orapi (le erbe di campo che crescono spontanee sui pascoli montani) è un altro piatto povero nell’origine ma pieno di sapore, mentre la pizza e fuij unisce farina di mais e fagioli in una ricetta contadina che qui non ha mai smesso di essere cucinata come si faceva un tempo.
A fine pasto, chiedi un bicchiere di vino cotto: si serve in piccole quantità come digestivo della tradizione, dolce e profumato, ed è il modo migliore per chiudere una cena di montagna prima di rientrare verso l’alloggio nel borgo.
C’è un altro filo che a Cansano si intreccia con la cucina ed è quello dell’artigianato: nel paese è attiva una scuola di ricamo che custodisce la tradizione del merletto, un sapere manuale tramandato di generazione in generazione. Conviene fermarsi a vedere il lavoro delle ricamatrici, perché racconta la stessa identità che trovi nei piatti serviti la sera: qualcosa che si è conservato senza diventare vetrina per turisti, e che a Cansano continua a vivere nelle case e nelle cucine di chi il borgo lo abita tutto l’anno.
Fonti
- Cansano: il borgo della Maiella dove storia, sapori e tradizioni raccontano l’Abruzzo – viaggiando-italia.it (viaggiando-italia.it)
- Cansano, un weekend in Abruzzo tra templi nascosti e sentieri della Maiella – Idealista (Idealista)
- I borghi di Amandola (Sibillini) e Cansano (Maiella) nei Villaggi Montani certificati dal CAI – Montagna.TV (Montagna.TV)


