FlashCube quarta al mondo, a un passo dal podio
A San Benedetto del Tronto, a poco più di un’ora di macchina da Pescara, si è chiuso uno dei campionati mondiali di vela più equilibrati degli ultimi anni. E in mezzo alle imbarcazioni di Australia, Giappone, Portogallo, Lituania e Francia c’era anche un equipaggio abruzzese, arrivato a un soffio dal podio.
Si chiama FlashCube, è l’imbarcazione del Circolo Velico Ventoforte di Pescara, e il 20 settembre 2026 ha chiuso al quarto posto assoluto il Campionato Mondiale Platu25 2026. Quarto su una flotta che ha messo in acqua alcune delle realtà veliche più competitive del mondo: se ti stai chiedendo quanto valga un piazzamento così, la risposta è semplice, è il risultato di un club che di solito non fa notizia sui giornali sportivi nazionali e che invece si è ritrovato a giocarsela con chi vince i mondiali per mestiere.
Il Campionato si è disputato su quattro giornate di regate, con un vento regolare tra i 6 e gli 8 nodi, condizioni che in vela vogliono dire tattica fine e pochissimo margine di errore. Alla guida di FlashCube c’era l’armatore e timoniere Emanuele De Martinis Terra, pescarese, che ha tenuto la barca stabilmente nelle posizioni di vertice per tutta la manifestazione, organizzata dal Circolo Nautico Sambenedettese.
Non è un dettaglio da poco per chi conosce la vela: restare tra i primi per quattro giorni di fila, con la pressione di equipaggi internazionali alle spalle, richiede una tenuta che raramente si vede nei circoli di provincia. E il bello è che il quarto posto, da solo, racconta solo metà della storia.
Perché dentro quella classifica generale, FlashCube si è portata a casa altri due risultati che pesano forse anche più del piazzamento assoluto: due secondi posti, nelle classifiche di categoria che premiano proprio il tipo di equipaggio che il Circolo Ventoforte porta in acqua.
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Chi sono gli uomini di FlashCube
Dietro un piazzamento così, in vela, non c’è mai un solo nome. C’è un equipaggio che deve muoversi come un corpo unico, e quello di FlashCube ha cinque ruoli precisi, ognuno determinante nella riuscita della regata. Al timone, come sai già, c’è Emanuele De Martinis Terra, che è anche l’armatore della barca. Accanto a lui, in cabina di regia tattica, lavora Matteo Terenzi: è lui a leggere il vento, a scegliere quando virare, a decidere la strategia lato per lato, un compito che nel Platu25, la barca monotipo (identica per tutti i concorrenti, così a fare la differenza sono solo equipaggio e tattica) su cui si è corso il mondiale, pesa quanto il timone stesso.
Fabio Masturzo è il tailer, cioè chi regola le scotte delle vele e trasforma ogni raffica in velocità pura. Alessio Sanfrancesco lavora al centro barca, il punto dove passano tutte le manovre. Gennaro Sperandeo è il prodiere, quello che sta a prua, il ruolo più esposto e più delicato quando il mare si muove.
Questo gruppo è quello che ha portato a casa i due secondi posti annunciati prima: il secondo posto nella classifica Corinthian, riservata agli equipaggi non professionisti, e il secondo posto nella categoria armatore-timoniere, che premia le barche condotte direttamente dal proprietario. Sono le classifiche che, più della generale, dicono chi è FlashCube: un equipaggio amatoriale che ha tenuto testa a chi in mare ci vive di lavoro.
Come si è svolta la regata
Le quattro giornate di regate a San Benedetto del Tronto sono state, per stessa ammissione di chi le ha vissute, un tiro alla fune continuo. Con il vento stabile tra i 6 e gli 8 nodi, il divario tra la seconda e la decima imbarcazione in classifica generale si è mantenuto minimo per l’intera manifestazione: bastava un errore di manovra, una virata sbagliata di qualche secondo, per scivolare di due o tre posizioni.
In un contesto così, FlashCube non ha mai perso terreno. Le posizioni di vertice del team pescarese si sono consolidate proprio nelle ultime due giornate, il momento in cui la pressione psicologica pesa di più e la stanchezza fisica comincia a farsi sentire su un equipaggio che ha lavorato in acqua per quattro giorni consecutivi.
Sull’intensità di quella sfida, l’armatore Emanuele De Martinis Terra ha speso parole precise, che raccontano cosa significhi misurarsi con il meglio della vela mondiale.
Il Circolo Velico Ventoforte e la vela a Pescara
“Siamo soddisfatti della nostra performance perché il livello della competizione era molto alto. Le posizioni si sono consolidate negli ultimi due giorni e i risultati ottenuti nelle classifiche di categoria rappresentano per noi un motivo di grande orgoglio”, ha dichiarato De Martinis Terra a fine regata, ringraziando il Circolo Nautico Sambenedettese per l’organizzazione dell’evento. Parole che pesano di più se le leggi sapendo da dove arriva questo equipaggio.
Il Circolo Velico Ventoforte, con sede a Pescara, non è tra i club di vela più citati quando si parla di sport in Abruzzo: la scena è dominata da calcio e basket, e il mare pescarese viene raccontato più spesso per lo stabilimento balneare che per le regate. Eppure è da realtà come questa che escono equipaggi capaci di misurarsi, senza il peso di un programma professionistico dietro, con chi la vela la vive a tempo pieno.
Il Platu25, la barca monotipo su cui si è disputato il mondiale, è una classe pensata apposta per azzerare le differenze tecniche tra gli scafi: tutte le imbarcazioni sono identiche, quindi a decidere il risultato sono solo la lettura del vento, la sincronia dell’equipaggio e la capacità di non sbagliare nulla nei momenti che contano. È una disciplina seguita da club di tutto il mondo proprio perché mette alla prova le persone, non i portafogli, e questo spiega perché un mondiale come quello di San Benedetto del Tronto possa vedere fianco a fianco squadre professionistiche australiane o giapponesi e un equipaggio amatoriale come quello del Circolo Ventoforte.
Se vuoi farti un’idea più ampia di cosa significhi vivere il mare pescarese oltre la spiaggia, la guida agli sport acquatici a Pescara racconta dove nascono i circoli, come si comincia a praticare vela, canoa o windsurf in città e quali sono i punti di riferimento per chi vuole provarci da zero.
Il quarto posto assoluto e i due secondi posti di categoria conquistati da FlashCube non cambiano gli equilibri della vela mondiale, ma per Pescara restano un segnale concreto: c’è un gruppo di persone, cinque nomi precisi con un armatore alla guida, che ha portato i colori del Circolo Velico Ventoforte a giocarsela alla pari con il resto del mondo, su un campo di regata a due passi da casa.
Fonti
- FlashCube sfiora il podio ai Mondiali Platu25 2026: quarto posto per il team di Pescara (abruzzonews.eu)


