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Borghi d’Abruzzo, a Guardiagrele puoi cenare in una grotta con oltre 1000 vini in cantina: il trucco per prenotare

Un ristorante scavato nella roccia a Guardiagrele

C’è un posto in provincia di Chieti dove per cenare devi prima entrare in una grotta. Non una metafora: una vera cavità nella roccia, con le pareti che sudano pietra e non intonaco. Si chiama Grotta dei Raselli e si trova a Guardiagrele, il borgo del Chietino che conosci già per l’artigianato del rame e del ferro battuto, ma che nasconde anche questo.

Il ristorante è ricavato dentro una grotta scavata nella roccia, e già solo per l’ambiente meriterebbe una tappa. Ma il dettaglio che ha fatto parlare di sé, ripreso anche da Gambero Rosso, è un altro: la cantina custodisce oltre 1000 vini. Non è un numero buttato lì per stupire: è la cifra che rende questo locale un caso a parte anche per chi di ristoranti insoliti in Abruzzo ne ha visti parecchi.

Immagina la scena: sei sotto terra, tra pareti di roccia viva, e davanti a te c’è una selezione che in molte città non trovi nemmeno in un’enoteca specializzata. Mille etichette in una grotta di paese, a due passi dal centro storico di Guardiagrele, sono la classica cosa che ti aspetteresti a Torino o Milano, non in un borgo del Chietino.

Se ti stai chiedendo come sia possibile, la risposta parte dalla geografia: Guardiagrele si trova ai piedi della Majella, e non è un caso che qui la roccia diventi ristorante e cantina insieme. La montagna, in un certo senso, ha fatto parte del lavoro prima ancora dei gestori.

La cifra sulla cantina, oltre 1000 vini, arriva già nelle prime righe. Il perché quella grotta esista, e cosa la lega alla Majella, è la parte che conviene scoprire.

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Perché le grotte della Majella diventano cantine

La risposta sta tutta in quello che la montagna fa naturalmente, senza bisogno di impianti o interventi umani. Le grotte scavate nella roccia calcarea della Majella mantengono una temperatura costante tutto l’anno, di solito tra i 12 e i 16 gradi, con un’umidità che resta stabile sia d’estate che d’inverno. Sono condizioni che in un impianto di climatizzazione costerebbero energia e manutenzione continua, mentre qui le offre gratis la geologia del massiccio.

Non è un caso isolato o un’invenzione recente. Da secoli, in tutto l’Abruzzo montano, le cavità naturali nella roccia venivano usate come dispense e cantine dalle famiglie contadine, perché conservavano meglio di qualunque cantina scavata a mano nel terreno normale. Il vino, in particolare, ha bisogno proprio di quella stabilità: sbalzi di temperatura frequenti rovinano un’etichetta più in fretta di anni di invecchiamento corretto.

A Guardiagrele questo principio antico è stato messo al servizio di un progetto molto più ambizioso di una semplice cantina di famiglia. Trasformare una grotta in un ristorante con oltre mille etichette significa aver capito che quella roccia non è solo scenografia, ma la vera ragione per cui la conservazione funziona così bene su una scala che altrove richiederebbe attrezzature costose.

Un fenomeno che cresce nel Chietino

Guardiagrele non è l’unico angolo della provincia di Chieti dove la ristorazione sta puntando su esperienze fuori dagli schemi della classica trattoria di paese. Il turismo enogastronomico abruzzese si muove sempre più in questa direzione: locali che offrono non solo un piatto ben cucinato, ma un ambiente che da solo giustifica il viaggio, che si tratti di una grotta, di un edificio storico recuperato o di uno spazio con una storia da raccontare.

Se sei tra quelli che, quando scelgono dove cenare, guardano tanto al menù quanto al contesto, il Chietino sta diventando un territorio da tenere d’occhio. Guardiagrele in particolare gioca su due fronti che si intrecciano bene: da un lato la tradizione artigiana che ha reso il borgo famoso per il lavoro del rame e del ferro battuto, dall’altro questa cantina scavata nella roccia che aggiunge un elemento che pochi altri paesi della zona possono vantare.

È il tipo di scoperta che conviene segnare quando organizzi un weekend tra i borghi dell'entroterra chietino, magari abbinandola a una tappa nel centro storico prima di scendere sotto terra per la cena.

Il legame tra la roccia della Majella e la conservazione del vino spiega perché qui la temperatura non serve nemmeno il condizionatore. Ma prima di prenotare un tavolo in una grotta con mille etichette, ci sono alcune cose pratiche che conviene verificare.

Come organizzare la visita, cosa verificare prima di partire

Qui arriva la parte pratica, quella che ti serve prima di metterti in macchina verso il Chietino. Un locale con una cantina da oltre 1000 vini, scavato dentro una grotta, non è il classico ristorante dove ti presenti senza preavviso sperando in un tavolo libero. La prenotazione, per un posto così particolare, è quasi obbligatoria, e conviene farla per telefono piuttosto che affidarsi solo ai canali online, che per i locali più piccoli e di nicchia spesso non sono aggiornati in tempo reale.

Quando chiami, chiedi tre cose precise: gli orari di apertura del periodo in cui vuoi andare (molti ristoranti di paese cambiano turni tra stagione estiva e invernale), la fascia di prezzo indicativa e, soprattutto, se la carta dei vini è consultabile prima di sedersi al tavolo. Con una selezione così ampia, sapere in anticipo se ci sono etichette che ti interessano, magari abruzzesi o del territorio della Majella, ti permette di goderti la cena senza passare mezz’ora a sfogliare un menù chilometrico.

Un altro consiglio pratico riguarda la grotta stessa. Trattandosi di un ambiente scavato nella roccia, con temperature naturalmente più fresche rispetto all’esterno, conviene chiedere se conviene portare una giacca leggera anche in piena estate. È un dettaglio minimo, ma chi ha vissuto l’esperienza di cenare sotto terra sa che il passaggio dal caldo di fuori al fresco della grotta si sente eccome.

Cosa vedere nei dintorni di Guardiagrele

Se organizzi una gita fin qui, ha senso non limitarti alla cena. Guardiagrele è uno dei borghi che rappresentano meglio la tradizione artigiana d’Abruzzo, con le botteghe del rame e del ferro battuto che animano ancora il centro storico, e una passeggiata tra le vie prima di sedersi a tavola aiuta a inquadrare il paese oltre la sorpresa della grotta. La posizione ai piedi della Majella lo rende un punto di partenza comodo per chi vuole abbinare la cena a una giornata tra i sentieri del parco o tra gli altri borghi dell’entroterra chietino, molti dei quali condividono con Guardiagrele lo stesso legame stretto tra roccia, montagna e tradizioni locali.

Prima di partire, in ogni caso, il consiglio resta lo stesso che vale per qualunque locale fuori dal circuito più battuto: verifica sempre con una telefonata diretta gli orari e la disponibilità, così arrivi a Guardiagrele sapendo già cosa aspettarti, tra roccia, vino e una cena che difficilmente dimenticherai.

Fonti