Blockchain, la Corea del Sud la utilizzerà per il certificato vaccinale

Il certificato vaccinale sta suscitando molte polemiche, in varie parti del globo. Molti lo vedono come un ulteriore mezzo teso a limitare le libertà individuali, mentre secondo altri si tratta di una mossa assolutamente conseguente al complicato momento che stiamo vivendo a causa del Covid.
Se sinora la discussione si è mantenuta al livello teorico, nelle prossime settimane potrebbe verificarsi una notevole accelerazione, con l’introduzione di questo documento da parte di alcuni governi. Ad esempio quello della Corea del Sud. Il quale sembra fortemente orientato verso l’utilizzo della tecnologia blockchain per renderlo inalterabile.

La Corea del Sud intende usare la blockchain per il certificato vaccinale

Utilizzare un’applicazione fondata sulla tecnologia blockchain allo scopo di dare vita ad un certificato sanitario in grado di dimostrare l’avvenuta vaccinazione contro il Covid dell’utente indicato. Questo è il percorso indicato dal governo di Seoul per fare in modo che non sia possibile alterare il certificato vaccinale, con tutti i rischi che potrebbero conseguirne per la salute pubblica.
E’ stato Yonhapnews a pubblicare la notizia secondo la quale il primo ministro Chung Sye-kyun avrebbe ricordato come il suo esecutivo abbia già completato lo sviluppo di un sistema in grado di provare l’avvenuta tramite l’utilizzazione di uno smartphone. Fondato appunto sulla tecnologia dei registri distribuiti, la stessa posta a base delle criptovalute.

Occorre combattere la falsificazione dei certificati vaccinali

L’utilizzo della blockchain sembra in grado di rispondere ad una precisa esigenza, quella di evitare che i certificati vaccinali possano essere falsificati. In effetti sarebbe abbastanza facile fotocopiarne uno e mutare le credenziali del suo utente, per poter circolare liberamente sperando di farla franca.
Una falsificazione la quale, però, aprirebbe le porte a nuovi rischi sanitari. Peraltro in un momento in cui la lotta al virus è resa ancora più complicata dalle tante varianti che iniziano a circolare in molti Paesi. Per evitare che gli sforzi fatti a livello di vaccinazione possano essere vanificati, occorre quindi mettere in campo uno sforzo straordinario. In cui proprio la blockchain potrebbe svolgere un ruolo chiave.

Perché l’utilizzo della blockchain?

Come è noto, la tecnologia blockchain è in grado di rendere praticamente inattaccabili i dati contenuti al suo interno. Proprio per questo viene utilizzata ad esempio per gli smart contracts e per una lunga serie di dati ed informazioni i quali devono essere posti al riparo dalla contraffazione. Se ne parla ormai da anni per quanto riguarda i processi elettorali, ma al momento il prossimo campo di applicazione potrebbe essere rappresentato proprio dai certificati vaccinali. Un esempio in tal senso è rappresentato dal Digital Health Pass di IBM, che è stato adottato dallo Stato di New York.

Le compagnie aeree in prima fila

Dal canto loro, le compagnie aeree, le più interessate a soluzioni di questo genere, stanno sperimentando quelle fornite da GE Digital. Come sta facendo Emirates Airlines in cinque Paesi.
Una mossa derivante dal fatto che oltre alle quarantene obbligatorie, molti Paesi (Gran Bretagna, Francia, Spagna, Portogallo e altri) chiedono ai viaggiatori la presentazione dei risultati del test Covid, per poter varcare la frontiera aeroportuale. Test il quale deve essere stato sostenuto fino a 72 ore prima della partenza. Alcune compagnie aeree richiedono a loro volta di presentare il test negativo prima dell’imbarco. Una seccatura per molti viaggiatori che potrebbe essere bypassata proprio con il certificato vaccinale. A patto che le informazioni in esso contenute siano veritiere.

L’articolo Blockchain, la Corea del Sud la utilizzerà per il certificato vaccinale è apparso per la prima volta su Criptovalute News


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