Blockchain.com saluta New York e si trasferisce a Miami

Blockchain.com ha deciso: addio a New York e trasferimento a Miami. La Magic City della Florida, infatti, si sta trasformando in un vero e proprio hub per le aziende del settore crittografico ed esercita quindi una attrazione sempre più forte. Soprattutto per quelle di New York, ove invece le istituzioni politiche e gli enti di vigilanza, compresa la magistratura, stanno rendendo l’atmosfera sempre più pesante per le stesse. Spingendole di conseguenza a rivalutare la situazione.

La dichiarazione di Francis Suarez su Blockchain.com

A rendere nota la decisione presa da Blockchain.com, è stato il sindaco di Miami, Francis Suarez. Il quale ha dato vita ad una conferenza stampa congiunta con Peter Smith, il CEO dell’exchange. Uno spostamento che potrebbe rivelarsi estremamente importante per la sua città. Se sono 300 i nuovi posti di lavoro creati dall’arrivo di Blockchain, tutti a tempo pieno e con stipendi pesanti (tra gli 80 e i 140mila dollari annui), molti altri ne potrebbero in effetti arrivare ben presto, nel caso in cui altre aziende dedite all’innovazione finanziaria ne seguissero l’esempio.
Intanto, però, Suarez si può godere l’arrivo di un vero gigante. L’exchange, infatti, ha raccolto solo nel corso degli ultimi mesi ben 420 milioni di dollari di finanziamenti. E vanta sedi non solo a New York (che sarà chiusa), ma anche a Londra e San Francisco.

A cosa è dovuta la decisione di Blockchain.com?

La decisione di Blockchain.com può essere considerata la logica conseguenza di due fattori. Il primo è appunto rappresentato dal crescente appeal di Miami per lo spazio crittografico. Con Suarez teso ormai da mesi ad attirare aziende stanche di dover lottare contro i mulini a vento.
Il secondo dal fatto che New York, nel corso degli ultimi mesi, ha dimostrato un atteggiamento sempre più ostile verso l’innovazione finanziaria. Esplicitata dalle parole del General Attorney Letitia James, all’inizio dell’anno, secondo cui non sarebbe prudente investire in Bitcoin e altri asset analoghi. Parole poi smussate dal riconoscimento della validità del denaro digitale, ma che rappresentano in effetti la classica punta dell’iceberg.
Proprio la procura della Grande mela, infatti, nel corso degli ultimi anni è intervenuta più volte per cercare di riportare ordine nel settore. Mosse le quali non sembrano essere state prese bene. Come dimostra la decisione di Blockchain.com di optare per un ambiente più favorevole.

I casi CoinSeed, Tether e Bitfinex

Letitia James rappresenta una sorta di spauracchio per le aziende crittografiche. Le sue parole contro chi non rispetta le regole, infatti sono state nel passato durissime. E il procuratore generale di New York non si è limitato a parlare, ma ha agito in conseguenza. In particolare, citando in giudizio l’app di investimento crittografico Coinseed e chiudendo le vertenze con Tether e Bitfinex, bandendo entrambe le aziende dallo stato.
Un atteggiamento, il suo, che deve aver spinto molti a ragionare sul da farsi. Anche perché la sua linea ha recepito alcuni precisi input provenienti dalla politica. Ove sembra montare l’insofferenza nei confronti degli asset digitali. Resa pubblica non solo dalle mosse del Congresso contro Diem, la criptovaluta di Facebook, ma anche dai continui proclami di Yanet Jellen contro Bitcoin. I quali sono stati interpretati da più parti come il segnale della possibile guerra alla finanza decentralizzata. Blockchain.com è stata la prima azienda crypto a cogliere i segnali. Ora resta solo da capire quanti saranno a seguirne le orme.

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