Anche l’Afghanistan si avvia verso l’adozione delle criptovalute?

L’Afghanistan sembra avviarsi con notevole rapidità verso un’economia fondata sulle criptovalute. A suggerirlo è un recente rapporto pubblicato da Chainalysis, dal quale traspare soprattutto il dato relativo al 20° posto (su 154) conseguito dal martoriato Paese asiatico recentemente caduto sotto il dominio dei Talebani. Che diventa addirittura il 7° ove ad essere presi in esame siano gli scambi peer-to-peer.
Per capire meglio il dato, occorre ricordare come un anno fa, non comparisse neanche nella classifica. Probabilmente, quindi, la mutata condizione politica ha portato il Paese al collasso economico, spingendo molte persone a convertirsi al denaro virtuale.

Afghanistan e criptovalute: cosa potrebbe accadere ora

Se la classifica redatta da Chainalysis è molto chiara, resta invece da trarre le conclusioni sui dati relativi all’Afghanistan. I primi a cercare di interpretarli sono gli esperti, secondo i quali l’utilizzo del denaro digitale potrebbe avvantaggiare non tanto i comuni cittadini, quanto il nuovo regime. I Talebani, cioè, potrebbero utilizzarle per sfuggire ad eventuali sanzioni da parte di Stati Uniti e Paesi alleati. Come è del resto già accaduto nel caso di Venezuela e Iran, ove gli effetti dell’embargo sono stati attenuati dal ricorso alle risorse digitali.
A confermare questa ipotesi è in particolare Yaya Fanusie, ex analista della CIA e membro del Center for a New American Century. Secondo il quale i gruppi jihadisti stanno incorporando ormai da tempo le criptovalute nelle loro reti di pagamento globali.

L’Afghanistan rimane un Paese con l’economia fondata sul denaro contante

Un giudizio il quale è stato del resto confermato da Peter Mills, ricercatore che collabora con l’Institute for the Study of War, nel corso di una intervista rilasciata a Decrypt. Nella quale Mills afferma che il denaro virtuale non può essere certo utilizzato per andare al mercato più vicino e acquistare verdura. Quindi, almeno nell’immediato futuro, l’Afghanistan è destinato a restare un Paese con una economia fondata sull’utilizzo del denaro contante.
Tanto che gli afghani si stanno attrezzando per fare un uso sempre più largo di valute diverse dall’afghani, la valuta sovrana. In particolare di rupie pakistane e di riyal, la valuta iraniana molto usata nella parte occidentale del Paese, ad esempio a Herat.  O come la lira turca, altra valuta che sembra in grado di far sentire il suo peso anche per effetto di una situazione politica estremamente complessa.

L’incognita relativa alle infrastrutture

Un altro aspetto da considerare, quando si parla della diffusione delle criptovalute in Afghanistan, è quello relativo alle infrastrutture, su cui le stesse dovrebbero girare. Come ricordato dallo stesso Mills, nel corso degli ultimi mesi, infatti, una fazione contraria ai Talebani ha iniziato una serie di attentati contro i tralicci per l’elettricità. Oltre che contro altre infrastrutture necessarie per le telecomunicazioni e l’economia.
Se il fine evidente è quello di creare difficoltà al nascente regime, l’impossibilità di accedere Internet rende molto complicato pensare di poter adottare le criptovalute.

I problemi sono al momento di altro genere

C’è anche un’altra considerazione da fare, per poter capire i termini della questione. In questo momento in Afghanistan i problemi maggiormente avvertiti dalla popolazione locale sono ben altri. A partire dall’economia reale, il sistema giudiziario o la sicurezza.
In un quadro di questo genere, con l’incertezza che regna sovrana, pensare se utilizzare il denaro digitale diventa una sorta di discussione sulla lana caprina. Come fa notare Warren Coats, ex membro del programma predisposto dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) per l’Afghanistan, in una intervista rilasciata ancora a Decrypt.

L’articolo Anche l’Afghanistan si avvia verso l’adozione delle criptovalute? è apparso per la prima volta su Criptovalute News


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