Anche Bittrex ha deciso di rimuovere XRP dalle sue contrattazioni

Come era facilmente prevedibile, prosegue la grande fuga degli exchange da Ripple. Sono infatti sempre di più quelli che stanno sospendendo le contrattazioni di XRP per i propri clienti disseminati lungo il territorio degli Stati Uniti.
Una decisione del tutto logica alla luce della causa intentata dalla Securities and Exchange Commission contro l’azienda guidata da Brad Garlinghouse. Dovuta alla vendita di titoli non autorizzati per un importo pari a 1,3 miliardi di dollari, da aggiungere a quelli alienati periodicamente dall’azienda per influenzare il prezzo di XRP.

Ripple

La decisione di Bittrex

Dopo Bitstamp e Coinbase, ora è la volta di Bittrex a delistare XRP dalla sua piattaforma di scambio. L’esclusione avverrà il prossimo 15 gennaio a partire dalle ore 4.00 e con il suo annuncio sale a 11 la lista delle aziende del settore le quali hanno deciso di sganciarsi da Ripple, per non essere coinvolte in presumibili azioni legali che potrebbero essere decise dalla SEC nei confronti di chi volesse proseguire i propri commerci con l’azienda. I clienti potranno comunque accedere ai loro portafogli XRP sulla piattaforma, in attesa di nuove comunicazioni da parte di Bittrex.
L’annuncio al riguardo è comparso su Twitter e va ricordato come Bittrex si fosse già trovato in attrito con le autorità nel 2019. Quando aveva perso la licenza ad operare da parte dello Stato di New York. Esperienza che, con tutta evidenza, la società non intende ripetere.

La causa avrà inizio il prossimo 22 febbraio

Intanto, si è saputo che il tribunale del distretto meridionale di New York ha stabilito la data di inizio della causa tra SEC e Ripple Labs. Fissandola al prossimo 22 febbraio, alle ore 10. In una lettera che è stata depositata ieri alla corte, il giudice Analisa Torres ha infatti programmato per quel giorno una “conferenza preliminare iniziale” per il caso.
In particolare il giudice Torres ha ordinato che gli avvocati di entrambe le parti in causa prendano parte alla conferenza. Ordinando inoltre alle stesse di presentare una lettera congiunta una settimana prima della stessa. Nella quale dovrebbe essere descritto il caso, le tesi di accusa e quelle difensive, oltre ad eventuali mozioni contemplate. Inoltre ci sarebbe anche lo spazio per un accordo, anche se al momento la SEC sembra intenzionata ad andare avanti senza alcun freno.

Prosegue senza sosta la frana di XRP sui mercati

Mentre si vanno precisando le tappe del procedimento giudiziario, prosegue la Via Crucis di XRP sui mercati. Da quando la Securities and Exchange Commission ha reso nota la sua decisione di procedere contro Ripple Labs, infatti, il token ha perso due terzi del proprio valore. Tanto da perdere anche il quarto posto sinora detenuto nella classifica relativa alla capitalizzazione, a vantaggio di Tether.
Una frana che peraltro è abbastanza facile prevedere che non sia terminata. Proprio la decisione degli exchange fa capire come per XRP si vadano preparando tempi molto duri. Derivanti anche dall’atteggiamento di Brad Garlinghouse e dalla sua chiamata alle armi per l’intero spazio crittografico. Un appello il quale, però, è sinora andato deserto. Da una parte c’è il timore di conseguenze negative in uno scontro con la SEC per ora circoscritto a Ripple. Dall’altra l’evidente fastidio per un modo di agire, quello di Garlinghouse, tale da assomigliare al classico incedere dell’elefante in una cristalleria. Con i cocci, però, i quali sembrano destinati ad essere raccolti esclusivamente da Ripple.

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