Pescara, riscossione coattiva per quasi 25 milioni di multe non pagate
Se hai una multa presa a Pescara tra il 2021 e il 2025 e non l’hai ancora saldata, questo è il momento di controllare la posta (anche quella elettronica). Il Comune ha avviato la procedura di riscossione coattiva per un totale di 24.743.668,10 euro di sanzioni al codice della strada mai incassate, e la fetta più grossa arriva proprio dagli ultimi due anni: il biennio 2024-2025 pesa da solo per 24,5 milioni di euro.
Il dato emerge da un atto di determina firmato dal comandante della polizia locale, Danilo Palestini, con cui si dà il via alle procedure per recuperare in modo coattivo le sanzioni non pagate nei termini di legge. Tradotto: chi non ha versato la multa entro le scadenze previste ora rischia di vedersela recapitare tramite un soggetto esterno incaricato della riscossione, Adriatica Risorse, con tutte le conseguenze del caso, dalle maggiorazioni fino a possibili azioni esecutive sul patrimonio.
Le multe più vecchie, quelle tra il 2021 e il 2023, pesano relativamente poco: 188.609,87 euro in tutto. È il segno che negli anni precedenti la macchina della riscossione aveva funzionato meglio, oppure che il grosso degli arretrati si è accumulato di recente. Il 2024 da solo porta in dote oltre 15 milioni di euro da recuperare, il 2025 quasi 9 milioni: due annate che, messe insieme, spiegano perché il Comune abbia deciso di intervenire ora e con questa cifra.
Per chi ha ricevuto una multa in questi due anni e non l’ha pagata, magari perché se n’è dimenticato o perché contava di impugnarla e poi non l’ha fatto, la questione cambia registro. Non si tratta più di un sollecito bonario: la riscossione coattiva apre la strada a strumenti più pesanti, come vedremo, e il conto può crescere rispetto alla sanzione originaria.
Chi ha una multa non pagata dal 2024 o dal 2025 rischia ora la riscossione coattiva: ecco cosa fare subito per chiudere la pratica prima che arrivi l’ingiunzione.
Leggi anche: Grotte di Stiffe, dal 16 ottobre rischi di restare fuori se arrivi tardi: l'ultimo ingresso e l'orario da controllare
Come si arriva alla riscossione coattiva, il dettaglio dei numeri
Vale la pena scomporre quella cifra di 24.743.668,10 euro perché racconta bene cosa succede quando una multa resta bloccata per anni. Del totale, 19.688.278,37 euro sono le sanzioni vere e proprie, quelle scritte sul verbale al momento dell’infrazione. Il resto, 4.351.746,17 euro, sono le maggiorazioni che si accumulano con il tempo quando il pagamento non arriva nei termini previsti dal codice della strada. Ci sono poi 703.643,56 euro di spese di procedura e notifica: il costo, in pratica, di tutte le comunicazioni che il Comune ha dovuto inviare per cercare di farsi pagare prima di arrivare a questo passaggio.
Un dettaglio tecnico dell’atto merita attenzione: la determina firmata dal comandante Palestini precisa che l’iscrizione a ruolo coattivo non genera nuove entrate per il bilancio comunale, perché si tratta di somme già accertate negli anni in cui le multe sono state elevate. Vuol dire che quei soldi, sulla carta, il Comune li considera già suoi da tempo: la riscossione coattiva serve solo a trasformare un credito scritto sui registri in denaro effettivamente incassato. È la differenza tra il dire “mi devi dei soldi” e il vederli arrivare in cassa.
Cosa rischia chi non paga, tempi e passaggi
Con l’affidamento ad Adriatica Risorse, per chi ha una sanzione ancora aperta cambia lo strumento con cui gli verrà richiesto il pagamento. Il passaggio successivo, tipico di questo tipo di procedure, è la notifica di un’ingiunzione fiscale: un atto che intima di saldare entro un termine preciso, di solito 60 giorni, sommando alla sanzione originaria le maggiorazioni già accumulate e le spese della procedura stessa. Se anche questo termine passa senza che il debito venga saldato, si aprono le strade dell’esecuzione forzata: pignoramento di conti correnti o dello stipendio, fermo amministrativo del veicolo, in certi casi anche l’iscrizione di ipoteca su un immobile, se l’importo complessivo lo giustifica.
Se ti riconosci in questa situazione, il consiglio pratico è uno solo: non aspettare la notifica dell’ingiunzione. Verificare l’importo dovuto e regolarizzare la posizione prima che scattino le maggiorazioni ulteriori e i costi di notifica conviene sempre, anche perché una volta avviata la fase esecutiva i margini di trattativa si restringono parecchio. In alcuni casi resta possibile chiedere una rateizzazione, ma va fatto prima che la pratica passi del tutto nelle mani del soggetto incaricato della riscossione.
Il confronto con Milano mostra che il fenomeno non è isolato: una multa su due, ovunque, rischia di non essere mai pagata.
Il paragone con Milano, un problema nazionale
Se pensi che la situazione di Pescara sia un caso isolato, guarda cosa succede a Milano, città che ogni anno macina multe a un ritmo molto più alto e che da tempo fa i conti con lo stesso buco. Il Comune meneghino, secondo la ricostruzione pubblicata dal Corriere della Sera (Gianni Santucci, 26 agosto 2026), ha dovuto cancellare dal proprio bilancio oltre 793 milioni di euro di crediti da multe negli ultimi sette anni: soldi che, non è più riuscito a recuperare e che ha dovuto stralciare come persi per sempre.
Il dato che colpisce di più riguarda però il presente, non il passato. Nel 2025 Milano ha emesso sanzioni per 294,47 milioni di euro e ne ha incassati, nello stesso anno, 145,11 milioni: il 49,3%. Tradotto, quasi una multa su due resta lì, non pagata, e diventa un credito arretrato da inseguire con solleciti, ingiunzioni e pignoramenti. La quota di chi paga subito era salita fino al 54,3% nel 2020, complice probabilmente il periodo della pandemia con meno traffico e meno contenziosi, per poi ridiscendere sotto la soglia del 50% negli anni successivi.
La parte che a Pescara conviene osservare con più attenzione riguarda però i tassi di recupero sulle multe più vecchie, quelle che restano in giacenza per anni prima di finire nella riscossione coattiva. La Corte dei conti, in due deliberazioni del 2022 e del 2026, ha certificato per Milano percentuali di recupero bassissime sugli arretrati storici, intorno al 3-4%. Anche negli anni più recenti il quadro non cambia granché: nel 2024 Palazzo Marino ha recuperato 45 milioni di euro, l’8,4% dell’arretrato accumulato, e nel 2025 poco più di 33 milioni, il 6,5%. Numeri che raccontano quanto sia difficile, per un ente locale, trasformare un credito scritto sui registri in denaro incassato una volta che sono passati sette o otto anni dalla multa originaria: a quel punto, di norma, gli uffici sono costretti ad abbandonare ogni speranza di recupero e a stralciare la cifra dal bilancio.
È proprio questo il motivo per cui la mossa del Comune di Pescara, che interviene sul biennio 2024-2025 e non lascia sedimentare gli arretrati per anni, ha più senso di quanto sembri a prima vista: prima si agisce, più alta resta la probabilità reale di incassare quei 24,7 milioni di euro invece di vederli sfumare come è successo altrove su scala molto più ampia.
Fonti
- Milano, uno su due non paga le multe: il credito perso per sempre dal Comune sfiora gli 800 milioni – Corriere Milano (Corriere Milano)
- Multe non pagate per quasi 25 milioni di euro: il Comune avvia la riscossione coattiva (ilpescara.it)


