Oggi voglio parlarvi di una realtà socio-economica Abruzzese. Per qualche tempo ho lavorato nelle scuole e  ho potuto notare il cambiamento delle classi, oggi sono più variegate e colorate rispetto ai miei tempi. Tra i corridoi trovi un po tutte le etnie e non serve uno scienziato per capire che i tempi sono cambiati e la nostra regione sta diventando un luogo multirazziale.

Gli stranieri residenti in Abruzzo al 1° gennaio 2016 sono 86.245 e rappresentano il 6,5% della popolazione residente,di cui  17.753 residenti in  provincia di Pescara il 5,5% della popolazione .La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 31,3% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Albania (15,9%) e dal Marocco (8,3%). seguiti da cinesi, filippini, indiani, africani ecc.
A questo numero vanno sommati tutti gli stranieri clandestini che certamente farebbero lievitare questi dati.

Vi starete chiedendo perchè mai una che scrive di cucina si debba preoccupare degli immigrati e di questioni tanto complicate. Semplice, sono una cittadina che ama il suo paese e ritiene che tutto sommato valga la pena condividere con il mondo intero la nostra bellezza culturale, sociale ed economica. Sono fermamente convinta che le nostre città sarebbero molto più ricche se solo vivessimo tutti come cittadini del mondo, facendo del multietnico uno stile di vita, dismettendo i pregiudizi, le false credenze e le paure perchè ogni colore ha il suo fascino, ogni pensiero ha la sua morale e ogni azione ha la sua spiegazione.

Ero una bambina quando cominciai a vedere al telegiornale l'ondata dei migranti Albanesi ed un giorno una nostra amica ci presentò uno di loro, Nino, aveva appena vent'anni, era impaurito, segnato dalla sofferenza e determinato a cambiare la sua vita, per lui l'italia era la speranza in una vita migliore. Decidemmo di ospitarlo ed in breve divenne come un fratello maggiore che la sera guardava con noi la tv e ci raccontava la sua giornata con occhi stanchi e semi chiusi. Già a quei tempi ero appassionata di cucina e con i miei chili di troppo mi misi a scoprire l'origine di tutto quello che mangiavo.

La cucina mi diede la prima lezione di integrazione della mia vita, prodotti provenienti da posti diversi del mondo stavano bene insieme,come la bietola( tutta europea) e le patate (tipica delle americhe). Tutto ciò che mangiamo deriva dall'integrazione di ogni singolo elemento che parla lingue diverse. Se ci riesce il cibo perchè mai non dovremmo riuscire noi uomini ad integrarci e rispettarci?
Quindi oggi dopo tante ricette tutte tipiche voglio dedicare una ricetta alle persone che si integrano e alla popolazione straniera mischiando insieme il mediterraneo e il mondo intero.Userò la
 Cannella originaria dello Sri Lanka, la Paprica ( Una leggenda dice che una giovane contadina ungherese che era stata costretta con la forza a vivere nell'harem di un pascià turco ,una volta libera avesse portato al suo villaggio questa spezia.)lo zenzero Originario dell’India e della Malesia, la carota  diffusa in Europa, in Asia e nel Nord Africa. Ne farò una zuppa dal concetto europeo e i sapori orientali, ricca di vitamine ed ottima per la nostra linea. Non posso che augurarvi buon integrazione a tutti.

ZUPPA DI CAROTE ALL'ORIENTALE CON FARRO AL ROSMARINO

Ingredienti:
4 grosse carote
1 cipolla
1 cucchiaino raso di cannella
1 cucchiaino raso di paprica dolce
1 cucchiaino raso di zenzero
sale
pepe nero
olio evo
250gr di farro
un rametto di rosmarino
un pizzico di paprica forte
un aglio
una manciata di prezzemolo tritato

Preparazione:

Con una spazzola pulite bene le carote senza pelarle,lavatele e tagliatele a pezzetti, fatele rosolare con un po di olio e la cipolla, dopo qualche minuto di cottura aggiungete il sale, la cannella, la paprica, lo zenzero ed il pepe e irrorate di acqua. Fate bollire finchè le carote non saranno ben morbide, a questo punto frullate tutto e passate al colino per una consistenza più vellutata ed un aspetto elegante.

Passiamo, a questo punto, al farro che verrà lessato facendo attenzione che resti un po al dente.
In una padella mettete a scaldare un giccio di olio, l'aglio e il rametto di rosmarino intero, quando l'aglio si sarà imbiondito versate il farro e un mestolo di acqua di cottura, lasciatelo mantecare finchè non avrà ragiunto la cottura perfetta.

Ora possiamo comporre il nostro piatto.

Adagiate sul fondo un mestolo di farro, facendo attenzione ad eliminare l'aglio e il rosmarino e versiamo intorno la nostra vellutata, terminate con una spolverata di prezzemolo.


PER NON SPRECARE
Dalla preparazione non avrete scarti, ma potrebbe avanzarvi un po di zuppa, potete consumarla tranquillamente il giorno dopo, oppure congelarla ma il mio consiglio è di condividerla con un amico straniero, si sa, i migliori ricordi nascono a tavola.