W.D. 43 anni, imprenditore aquilano, tutt'ora latitante, secondo la Procura distrettuale antimafia de L'Aquila, sarebbe il perno di un'associazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti tra l'Albania e l'Abruzzo.
All'imprenditore, nel corso dell'operazione, sono stati sequestrati preventivamente, 20 immobili e 10 auto di grossa cilindrata, tra cui una Lamborghini Gallardo, che gli uomini del clan adoperavano per contrabbandare cocaina e marjiuana. W.D. inoltre aveva assunto come operai i suoi complici in modo da regolarizzarli in Italia. 

La banda era finita nella lente d'ingrandimento delle forze dell'ordine, spiegano durante la conferenza stampa di questa mattina a Teramo  il dirigente della Squadra mobile Gennaro Capasso e il capitano della Guardia di Finanza dell'Aquila Luca Russo, dopo il sequestro di 1 kg di cocaina e di 3 di marijuana delle scorse settimane che avevano portato all'arresto di sei persone da parte della Squadra Mobile di Teramo,nel comntempo la GDF de L'Aquila aveva accertato evasioni fiscali ed operazioni "sospette" da parte dell'imprenditore aquilano a capo del sodalizio criminale.
Le successive investigazioni e intercettazioni delle forze dell'ordine hanno così permesso di ricostruire il giro di spacciatori e di denunciare 21 persone. Finora sono finiti in carcere M.G.AA.G. e A.D., albanesi di 30, 28 e 23 anni, mentre P.M. teramana di 32 anni e altri due albanesi e una romena sono agli arresti domiciliari