Giocare anche a porte chiuse, ma a Crotone e non a Pescara. Questa la proposta che il consigliere comunale Pisano Pagliaroli ha rivolto al Consiglio comunale di Crotone, facendosi portavoce delle richieste della tifoseria organizzata, e che è giunta nel corso della seduta in cui si è approvato l'impegno del Comune ad ottemperare alle prescrizioni della Soprintendenza archeologica per l'ampliamento dello stadio Ezio Scida, alcune delle quali prevedono lo smantellamento, tra due anni, delle tribune amovibili che saranno realizzate. Alla seduta era presente anche un folto numero di ultras della curva Sud.
 

Non è stata invece presa alcuna decisione - perché  non prevista all'ordine del giorno - circa la richiesta della Soprintendenza di demolire, sempre tra due anni, lo stadio per lasciare spazio agli scavi archeologici. La proposta di Pagliaroli nasce dal fatto che, a causa dei ritardi nei lavori per ammodernare lo stadio, sono a rischio le prima gare casalinghe del Crotone. La prima, quella del 28 agosto col Genoa è già data per certa che si disputerà a Pescara. Pagliaroli, chiedendo di dare priorità ai tifosi che "negli anni hanno fatto aggregazione senza guardare il colore della pelle o della classe sociale perché uniti da una sola passione, quella per la maglia del Crotone", ha chiesto al sindaco ed agli assessori ai lavori pubblici e all'impiantistica sportiva di "inoltrare una richiesta all'Fc Crotone per farla riflettere ed eventualmente, nel caso lo stadio non sia ancora completato, giocare le partite casalinghe a porte chiuse finché non sarà tutto pronto".

La richiesta è motivata anche una questione di sicurezza riguardo la scelta di giocare a Pescara:
"Oltre ai chilometri che separano le due città - ha spiegato Pagliaroli - facendo diventare dispendiose le gare casalinghe, i rapporti tra le tifoserie di Crotone e Pescara non fanno presagire gemellaggi. Anzi come riportato dal dipartimento di pubblica sicurezza per la gara del 31 ottobre scorso, la partita è considerata altamente a rischio".