Si è concluso il processo per direttissima contro i due cittadini di nazionalità rumena, molto probabilmente rom, autori di un episodio di sciacallaggio ad Amatrice.

I due sciacalli erano stati arrestati da Antonio T., trentacinquenne di Ardea, insieme ai colleghi Alfondo D.E., Antonio T., Rocco D. C., Roberto B.

I due malviventi, rispettivamente di 44 e 45 anni, avevano precedenti penali per rapina ed erano stati trattenuti in attesa del processo. Viaggiavano per le strade di Amatrice a bordo di una Wolkswagen Passat, con targa tedesca, quando sono stati sorpresi dai quattro carabinieri che prontamente li hanno fermati e arrestati per furto aggravato. A bordo della vettura sono stati ritrovati indumenti assiepati, banconote per la somma di 305 euro, una pistola e arnesi da scasso. 

 

Il processo per direttissima si è tenuto al Tribunale di Rieti, presieduto dal Giudice Marilena Panariello, alla presenza dei legali Luca Conti e Marco Franchi e dei carabinieri che hanno provveduto all'arresto. Il giudice ha convalidato l'arresto ma al tempo stesso ha disposto la scarcerazione per l'allontanamento del territorio. I due, quindi, sono stati condannati con pena sospesa. La prossima udienza è stata fissata per il 20 novembre, giorno in cui verrà discussa la sentenza.

In un contesto di grande dolore, costernazione e smarrimento, dove ancora oggi si piangono morti e dispersi, ci mancava pure lo sciacallaggio.
Ma ciò che lascia con maggiore amarezza è la scarcerazione dei due malviventi. Dite che saranno presenti all'udienza del 20 novembre?