Conoscete tutti la storia dell'enorme capodoglio conservato nel Museo del Mare? Una storia di 30 anni fa, un'incontro unico tra l'uomo e questo affascinante cetaceo gigante del mare.

Era il 1 maggio 1987, la cronaca e la memoria di chi c'era ci ricorda che un esemplare di capodoglio (Physeter macrocephalus), della lunghezza di 11 metri e  di più di 100 quintali di peso si arenò sul litorale di Silvi.

Furono tantisssime le persone che si radunarono su quella spiaggia per cercare di salvare il mastodontico animale con ogni mezzo a disposizione e con le conoscenze del tempo. 
Dopo una giornata intensa e a tratti drammatica, l'impresa riusci e il capodoglio tornò a nuotare in mare. Molti ricorderanno la soddisfazione di tanti abruzzesi per lo straordinario salvataggio, vedere la sagoma del cetaceo tagliare le onde verso il largo.

Purtroppo la gioria non durò a lungo, perchè il capodoglio morì il giorno dopo. Fu trovato spiaggiato nei pressi di Ortona.
Era morto a causa alla presenza nello stomaco di notevoli quantità di rifiuti in materiale plastico (le balene i delfini e le tartarughe scambiano purtroppo facilmente le buste di plastiche per meduse, di cui sono ghiotti) e spezzoni di reti da pesca in materiale sintetico, persino di un proiettile calibro 12 nello sfiatatoio.
Preoccupante fu anche l’elevata concentrazione di mercurio rilevata nei tessuti del Capodoglio.

Il noto veterinario Vincenzo Oliveri, Presidente del Centro Studi Cetacei Onlus e direttore del Museo del Mare di Pescara, si adoperò per favorire il recupero della carcassa e per il rilancio scientifico e mediatico del Museo.

Oggi, grazie anche a quell’impegno, lo scheletro del Capodoglio è esposto al pubblico presso il Museo del Mare Pescara.