Nicola Rabuffo, titolare dello stabilimento Orsa Maggiore è deceduto nella serata di ieri. Un infarto mentre giocava a beach volley con gli amici. Nonostante l’apparente fisico forte e i suoi 55 anni vissuti da sportivo, Nicola Rabuffo non ce l’ha fatta, dopo quasi un’ora di tentativi per rianimarlo. Prima i dipendenti dello stabilimento, poi il personale del 118 con il defibrillatore, il trattamento farmacologico, le manovre respiratorie. Niente, Nicola è morto. In attesa dell’arrivo del medico legale, la salma è rimasta su uno dei campi da beach dove ieri stava tirando due tiri con gli amici. 

Tra i primi ad accorrere l’amatissima moglie Marina che fino alla fine gli è stata accanto amplificando uno strazio che oltre un centinaio di persone, tra clienti e amici accorsi appena si è diffusa la notizia, hanno condiviso senza parole.

Una morte prematura che lascia una famiglia intera senza il loro caro. La moglie Marina, i due figli Nicola e Greta, 21 e 24 anni e l'inseparabile boxer. 

In un'intervista a IlCentro dell'anno scorso aveva dichiarato:
«Lo stabilimento fa parte di me. Una volta discussi con i miei genitori e non andai al mare per una settimana, Mi ricordo che mi mancò l’aria. Ecco, al di là dell’aspetto economico, del mare sporco e della legge Bolkestein con cui rischiamo di finire tutti all'asta nel 2020, io lo stabilimento non riuscirei mai a venderlo. Oggi a mio figlio dico che se vorrà, c’è ancora tanto da cambiare e da innovare». 

Bellissima la frase con cui la giornalista de "Il Centro", Simona De Leonardis, ha iniziato l'articolo sulla triste scomparsa di Nicola. Vogliamo concludere con la sua frase:

"Amava la vita ed è morto vivendo come piaceva a lui: sulla spiaggia, la sua spiaggia, quella dell’Orsa Maggiore."


I funerali sono previsti nella giornata di domani.
R.I.P.