La necessità di una diagnosi precoce, e l'importanza della prevenzione.

C'è tutto questo nell'European HIV-Hepatitis Testing Week 2015, la settimana di test gratuiti e anonimi per individuare malattie quali hiv, epatite B e C, sifilide, che per il secondo anno consecutivo si sta svolgendo anche a Pescara proprio in questi giorni.

L'iniziativa è coordinata dall'équipe del dott. Giustino Parruti, direttore dell'Unità Operativa Malattie Infettive e Tropicali del presidio ospedaliero di Pescara, e vede la collaborazione della Fondazione Onlus Camillo De Lellis, che insieme alle asl abruzzesi sta portando avanti anche il progetto "Fai il test anche tu", per la diagnosi precoce di queste malattie.

Dopo le tappe alla Capitaneria di Porto, alla Croce Rossa, al Consultorio Familiare e questa mattina alla Cittadella dell'Accoglienza "Giovanni Paolo II", il team che sta facendo i prelievi si sposterà domani al Consultorio Familiare di via Milli e, venerdì, nella sede dell'organizzazione On the Road in via Ferrari (15.00-19.00) e nella sede della Misericordia di Moscufo-Collecorvino, a Moscufo in viale della Libertà n. 1 (20.30-21.30).

"Grazie alla collaborazione degli assessori alle politiche sociali di questi due comuni - annuncia Paola Di Stefano, che sta coordinando l'iniziativa nelle varie sedi - i cittadini riceveranno un sms con l'invito ad andare a fare il test o a prenotarne uno in una asl nell'ambito del progetto "Fai il test anche tu".

"È il segno che cresce la consapevolezza dell'importanza della prevenzione e della diagnosi di queste malattie, cui mira questa settimana. Ma è necessario ribadire - aggiunge - che accanto alla prevenzione e a strategie educative che riducano i comportamenti a rischio, sottoporsi ad un test non può essere un'azione che si compie una volta per tutte. Specie se si ripetono i comportamenti a rischio, sottoporsi regolarmente ai test rimane un'arma indispensabile per combattere l'insorgere di queste malattie".

Finora, sono state decine le persone che, nelle varie sedi, si sono sottoposte al test, che consiste in un unico prelievo di sangue: "Campagne come questa - conclude Paola Di Stefano - sono utili per sensibilizzare e informare, ma anche per aumentare le persone che decidono di sottoporsi ad un test che, altrimenti, non farebbero".

E, quando si scoprono precocemente nuovi casi, le possibilità di successo delle cure aumentano sensibilmente, e si evita l'allargamento del contagio.