L’ Aquila post sisma è una città mutata e mutevole. Un luogo dove per effetto della ricostruzione si riscrive ogni giorno la sua storia; che sia di piccoli eventi o di grandi temi, le scoperte che i monumenti in restauro ci regalano aggiungono sempre nuovi tasselli ad una ricostruzione anche storica di un luogo che potrebbe avere una genesi diversa da quella che tutti conosciamo. E’ quanto emerso da un convegno che si è svolto nei giorni scorsi in città dal titolo "Oltrelaquila", promosso dal Rotary Club L'Aquila, in collaborazione con il Comune dell’Aquila.  L’ipotesi emersa da questo incontro e formulata dall’archeologo Vincenzo D'Ercole, a lungo direttore archeologo della Soprintendenza Archeologica d'Abruzzo e oggi alla Direzione Archeologia del Mibact è quella di un santuario confederale, risalente al VII secolo avanti Cristo, nella zona della Rivera o forse l'antica Testruna, la mitica capitale dei Sabini, citata dalle fonti storiche latine ma mai scoperta. Dunque una presenza nel luogo che ha dato origine alla “città nova” molto più antica di quanto si crede. Queste tesi sono suffragate da dati storici e da alcune testimonianze materiali, in particolare dai reperti di epoca preistorica, risalenti al VII-VI millennio avanti Cristo, rinvenuti nella zona di San Sisto, dai corredi funerari di età del Bronzo venuti alla luce nel quartiere di Pettino, caratterizzati da decorazioni che raffigurano un drago, fino al basamento ciclopico ben visibile nel tratto delle mura corrispondente a Porta Rivera; sono sempre maggiori, dunque e sulla base della relazione tenuta dallo studioso, i dati archeologici che parlano di una storia ben più antica di quanto si sia sempre ritenuto per il territorio della conca aquilana. Per l’archeologa Anna Maria Reggiani, già direttore generale per l’archeologia del MIbact e, fino al 2011, direttore regionale beni culturali in Abruzzo, la zona che dalla Rivera sale verso l’attuale Piazza duomo compresa “fosse un luogo di mercato sin dall'antichità per la posizione in cui si trova”

 

"Sono dati molto stimolanti , - ha dichiarato il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente - che parlano di un passato antico e per molti aspetti non ancora sufficientemente indagato. Mi riferisco anche alla recente campagna di scavi archeologici condotta dal professor Fabio Redi nel sito di Amiternum, da cui sono emerse scoperte sensazionali, come la presenza di una cattedrale di epoca longobarda, che vanno ad aggiungerersi alle emergenze rinvenute dalla Soprintendenza. L'Amministrazione comunale intende investire, anche promuovendo sinergie e collaborazioni con l'Ateneo aquilano, nella riscoperta e nell'adeguata valorizzazione del nostro passato".

"Questo convegno - ha dichiarato il presidente del Rotary Club L'Aquila, l'avvocato Luca Bruno - ha costituito un importante momento di raccordo tra storici, archeologi, funzionari preposti alla tutela del nostro patrimonio artistico e amministratori comunali. È stato possibile effettuare un importante momento di riflessione, e un proficuo confronto, sul nostro passato e, allo stesso tempo, sul futuro del territorio, per il quale l'archeologia e la storia possono costituire un volano di crescita e di sviluppo".

 Angela Ciano