Le Rustell

In dialetto pescarese/abruzzese le rustell sono gli arrosticini, i classici spiedini di carne di pecora. Ma gli arrosticini, in base al dialetto locale, vengono chiamate anche rustelle, spitucci, arrustell e rrustell tutti derivanti dalla parola rostelle (spiedini di carne di capra tipici della cucina dell'entroterra ligure). E' un'eccellenza culinaria abruzzese ormai apprezzata non solo entro i confini italiani ma un po' in tutto il mondo. Sono tantissimi gli estimatori delle rustell in Europa e anche in America. Molti ristoratori, infatti, apprezzano questo piatto della cucina abruzzese e offrono questa nostro "orgoglio" nel loro menu soprattutto in Francia e Germania ma anche oltremanica. Questa tendenza si deve principalmente agli abruzzesi emigrati che, legati a questo piatto, lo hanno fatto conoscere all'estero. Ad oggi ci sono promotori degli arrosticini nel mondo e grazie all'Expo hanno spopolato tra i tanti padiglioni presenti. Ufficialmente, questo prodotto, tipico della zona pedemontana, risulta essere stato inventato dai contadini di VillaCeliera (Pescara) nel 1859 per poi iniziarsi a spargere nelle vallate del pescarese e nel resto dell'Abruzzo.

Come tradizione, le rustell, saranno le protagoniste assolute del Lunedì di Pasqua abruzzese. La Regina indiscussa della Pasquetta! Saranno consumati migliaia di arrostici tutti scrupolosamente cucinati nelle classiche canaline, le fornacelle cuocispedini a forma di griglia su cui appunto si cuociono. Arrosto con carbonella o meglio ancora con brace di legnami, gli arrosticini andranno via uno dopo l'altro meglio delle ciliege. E cosa abbinare durante la goduria di questa prelibatezza?
Una bruschetta con un filo d'olio extra vergine di oliva (abruzzese e non certo tunisino) e un pizzico di sale. Tra una rustell e un'altra un bel bicchiere di vino, preferibilmente di Montepulciano d'Abruzzo ma c'è a chi non dispiace abbinarci anche un pecorino d'Abruzzo.


Tutto rigorosamente MADE IN ABRUZZO



Filippo D.T.