Sara' il campione di Formula Uno Jarno Trulli, a far da guida per l'Abruzzo al nuovo appuntamento con la collana di documentari I Giganti, in onda su Rai1, domani, alle 9.55.

Prodotta da Pepito Produzioni e Rai Cinema, e ideata da Mirco Da Lio e Ugo Barbara, la serie racconta il paese in 21 episodi (uno per regione con Trentino e Alto Adige a se'), tra eccellenze e aspetti meno noti, a partire da un testimonial d'eccezione: il suo piu' grande albero secolare. Un vero ''gigante verde'', scelto tra gli alberi monumentali d'Italia, che sono tanta parte del patrimonio paesaggistico e ambientale del paese, ma anche testimoni di secoli di storia, genti e tradizioni.

Sotto le sue fronde, un narratore d'eccezione, scelto tra artisti e campioni della regione, alla scoperta del territorio attraverso i cinque sensi. Sabato, nell'episodio scritto da Tommaso Di Giulio per la regia di Raphael Vogel Tobia e la produzione esecutiva curata dalla Peperonitto Film, il viaggio nell'Abruzzo di Jarno Trulli comincia accanto all'immensa quercia di Bassanello di Barete (L'Aquila).

Con i suoi sette metri di tronco vuoto e' forse la pianta preferita dai bambini perche' sembra un portale che conduce ad una dimensione magica.

"La quercia guidera' il percorso del nostro testimonial Jarno Trulli attraverso le bellezze dell'Abruzzo. Parlando del senso della vista - spiegano gli organizzatori in una nota - abbiamo cominciato il nostro viaggio dando uno sguardo sulla storia e andando a trovare chi aiuta a preservarla. Come la montagna da cui prende il nome, la Fondazione Brigata Maiella e' caparbia, tiene vigile lo sguardo sulla nostra storia ed e' legata al territorio abruzzese di cui costituisce un punto di riferimento culturale mai abbastanza celebrato".

Dopo aver messo a fuoco il nostro sguardo storico grazie alla "lezione di memoria" dell'Associazione Brigata Majella, e' arrivato il momento di fare visita ad un'altra brigata, una brigata di cuochi.

Si prosegue dunque verso la scuola di Niko Romito per parlare di gusto e dei sapori d'Abruzzo e di come sia difficile imparar a fare le cose semplici.

"Per raccontarvi l'udito in Abruzzo - proseguono - siamo andati all'Aquila per vedere come vive il capoluogo dopo il terremoto ed abbiamo cercato di capire che suono fanno il silenzio e la ricostruzione. Abbiamo capito che l'Abruzzo e' terra di grandi contrasti, o forse dovremmo dire di grandi incontri?. Ci sono il mare e la montagna, il tecnologico ed il rurale ma una cosa pero' e' certa: Abruzzo vuol dire sia montagna che mare. E se c'e' una cosa veramente particolare che si puo' trovare in riva al mare d'Abruzzo sono i trabocchi. Sono delle antiche macchine da pesca che assomigliano ad eleganti ragni giganti, che oggi si sono trasformati in piccoli ristoranti dove gustare le ricette della tradizione; siamo andati su quella che viene chiamata La Costa dei Trabocchi, per vederli da vicino e tentare di restituirvi il profumo del mare".

"Abbiamo scalato e attraversato l'Abruzzo - proseguono - abbiamo incontrato persone straordinarie e fiere come quelle che stanno ricostruendo L'Aquila, o come i membri della Fondazione Brigata Maiella, tutti esempi di persistenza e resistenza, proprio come diceva Benedetto Croce parlando delle qualita' abruzzesi. Arriva in fine il momento di scendere veramente in profondita' per parlare di tatto. Le montagne abruzzesi, infatti, sono anche il ventre della ricerca".

  "Benvenuti - concludono - ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dove si tocca con mano l'innovazione".