Dopo quella di Pescara, anche la provincia di Chieti potrebbe ottenere una anticipazione dell’avvio della campagna olearia.  A chiederlo, in una lettera all’Assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, è il presidente della Copagri di Chieti Camillo D’Amico. Del resto è stata chiesta ed ottenuta dal Ministero delle Politiche Agricole l’anticipazione al 28 Settembre, invece del 20 Ottobre come da disciplinare di produzione, della raccolta delle olive certificate D.O.P. nella provincia di Pescara. Il tutto alla luce del vasto e manifesto attacco della “mosca olearia” che sta generando una grande quantità di cascola delle olive con fortissimi danni quantitativi e qualitativi alla produzione finale dell’olio extra vergine.

"Ci preoccupiamo del fatto -afferma la Copagri- che, identica decisione, non sia stata sinora assunta per le province di Chieti e Teramo dove, almeno sulla carta, sono operanti altri due consorzi D.O.P. di tutela e dove alcuni produttori ancora certificano la propria produzione e necessiterebbero di altrettanta autorizzazione nell’anticipo alla raccolte per le medesime necessità dei produttori olivicoli aderenti all’Aprutino – Pescarese. Questa situazione” -conclude D’Amico-“non fa che rafforzare quanto sempre la Copagri Abruzzo ha sostenuto ed asserito ossia di trovare al più presto una formula di tutela unica ed unitaria per l’intera regione superando le D.O.P. oggi presenti”


Di seguito degli ottimi consigli sui rimedi naturali, di Andrea Pagliantini, contro la mosca olearia

E’ molto istruttivo ascoltare le parole ed i discorsi di chi ha i capelli bianchi e riporta gli insegnamenti e le astuzie di chi aveva i capelli bianchi ancora più indietro nel tempo ed aveva imparato sulla propria pelle le molestie delle stagioni che condizionavano la presenza di grano e farina da infornare, uva e vino da bere, olive ed olio per condire.

Le astuzie e i rimedi per ovviare a parassiti, non prevedevano l’uso di insetticidi chimici.

Era importante l’atuzia, l’occhio, la cura massima per poter riempire botti, madie, orci:

Parlando con un lontano parente su olivi ed olio, rievocava i discorsi del padre contadino e dei suoi modi per combattere la presenza della mosca olearia.

In quel tempo, aveva preso le cose come una barzelletta, poi tre anni fa, decise di metterle in pratica ed il risultato fu che le sue olive erano sanissime mentre quelle dei vicini erano completamente piene di mosche.

Basta fare una soluzione di aceto (quello forte, di vino vero) e miele, versarlo in bottiglie di plastica e praticarvi un foro ad una certa altezza e appenderle quà e là fra gli olivi.

Le mosche sono attirate dall’odore del miele, entrano e vengano fulminate dall’aceto.

Ho visto con i miei occhi bottiglie con uno strato di mosche morte alto due dita.

A breve metterò in pratica questa astuzia del vecchio zio contadino, c’è il beneficio di non dover ricorrere a trattamenti, alla sanità delle olive e di chi poi condiscie.

I capelli bianchi difficilmente sbagliavano, ne andava della loro tavola, della loro vita.