A deludere  anche Pescara che scivola 20 posti, rispetto allo scorso anno, dal 79 al 99.   , posizionandosi su livelli di qualità di vita insufficienti. Male anche L'Aquila che scende dal posto 71 al 85, bene Chieti che sale di 25 posti dal 85 al 60.

 E' questo il risultato principale che emerge dalla ricerca di ItaliaOggi-Università La Sapienza di Roma, che disegna per altro molti cambiamenti ai piani nobili della graduatoria: nuovo ingresso sui gradini più alti del podio è Belluno, terza, in salita dall'ottava posizione. Scivolano, invece, Pordenone (da terza a quarta) e Bolzano (da seconda a ottava).




La maggioranza degli italiani vive "male". Il corposo lavoro indaga le dimensioni di affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita, a loro volta articolate in 21 sottodimensioni e un elevato numero di indicatori di base, 84. Dai dati generali del 2016 emerge che sono 56 su 110 le province nelle quali la qualità della vita è risultata buona o accettabile, contro le 53 della passata edizione. E' un timido miglioramento in accordo con i deboli segnali di ripresa economica, ma tradotto in termini di popolazione significa che ancora il 53,9% degli italiani vive in territori dove la qualità della vita è scarsa o insufficiente.