Un pubblico interessato e divertito, tanta tensione per un inaspettato coinvolgimento e grasse risate di fronte a scene di un circo un po’ insolito: tutto questo è “Psychiatric Circus”, il tanto atteso appuntamento con la comicità spontanea della compagnia degli ‘orrori’ che ha divertito il pubblico incuriosito presso L’Arca di Spoltore, dove è andato in ‘onda’ il primo appuntamento.

Un pubblico numeroso, dunque, che ha potuto godere di un assaggio della comicità circense già all’esterno del classico tendone da circo dove i personaggi in fase di preparazione si sono divertiti a fare degli scherzi a quanti erano in fila: è in quel momento che la pazzia ha dato il benvenuto agli spettatori coinvolgendoli in tutte le sue forme e scatenando anche qualche piccola fobia o ‘scatto improvviso’ per lo spavento.

Una corsa folle tra gli spettatori dei malati di Psychiatric e un benvenuto speciale da parte del direttore del manicomio cattolico di Bergen, in Germania, Padre Josef, hanno rappresentato l’incipit di una vero e proprio cammino verso una consapevolezza: “Forse il seme della follia è in tutti noi, dobbiamo solo diventarne consapevoli”.

Le scene si sono inseguite con naturalezza, gli artisti hanno recitato con grande maestria come se si fossero trovati sul palco di in un vero teatro, anche se è stata evidente la vena tipicamente circense: acrobati fluttuanti nell’ambiente, un pazzo giocoliere che ha conquistato il pubblico per la sua bravura, malati saltimbanchi che si sono cimentati in giochi di equilibrio e salti mortali.

Ma il racconto di Psychiatric Circus è andato ben oltre il gioco: commuoventi sono state infatti le drammatiche narrazioni degli episodi della vita vissuta dai malati all’interno del manicomio; evidenti sono state le manifestazioni fisiche delle violenze vissute dai più deboli da parte di chi, abusando del proprio potere ha sottomesso quanti erano incapaci di difendersi.

Il pubblico, dunque, è stato coinvolto anche emotivamente; in realtà la bellezza di un simile spettacolo risiede anche nell’analisi che lo spettatore riesce a condurre all’interno della psicologia dei personaggi e in alcuni casi, immedesimarsi per individuare il proprio malessere interiore.

Prestazioni originali e di grande qualità tecnica hanno contraddistinto la scena: evoluzioni all’interno di cerchi giganteschi o palloni enormi che inglobavano l’artista; un posto di grande rilievo va dato anche a trucchi e costumi che hanno enfatizzato lo spirito dei personaggi e messo in evidenza quel mondo che è stato raccontato attraverso i suoi protagonisti.

Il nuovo spettacolo di circo-teatro della storica famiglia circense Bellucci-Medini, sarà presso L’Arca con i suoi colpi di scena fino al 30 settembre.

Alessandra Renzetti