WWF e Legambiente intervengono su un tema che in questi giorni è tornato prepotentemente d’attualità: il cosiddetto “ponte del cielo”, il pontile a cerchio che si vorrebbe realizzare sulla spiaggia di Pescara di fronte alla Nave di Cascella.

Il progetto è stato bocciato dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo che ha emesso un preavviso di diniego concedendo dieci giorni al Comune per le eventuali controdeduzioni. I vertici dell’amministrazione municipale pescarese, dopo una riunione cui ha preso parte anche il presidente della Regione D’Alfonso, al quale l’opera sta particolarmente a cuore, hanno deciso di insistere considerando superabili i rilievi mossi dalla Soprintendenza.

“Condividiamo – dice Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti-Pescara – i rilievi mossi dall’istituto periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali deputato, tra l’altro, alla tutela dei beni paesaggistici. Di fronte a Largo Mediterraneo e alla Nave di Pietro Cascella è il mare l’unico 'monumento' che serve per valorizzare quell’area, anche perché si tratta di uno dei pochissimi tratti dell’intera riviera pescarese, come giustamente osservato dalla Soprintendenza, a non essere occupato da strutture turistiche di vario genere. Un’opera utile solo a chi non sa andare lontano con lo  sguardo sull’orizzonte. Se si va di questo passo si arriverà a costruire un ponte per avvicinarci alla luna”.

“Bisogna uscire – sottolinea invece Silvia Tauro, di Legambiente – dalla aberrante logica che tutto si giustifica pur di non perdere un finanziamento. Ragionando così sono state realizzate le peggiori brutture, anche in Abruzzo. Meglio rinunciare ai soldi piuttosto che fare danni al territorio. Il progetto è stato sottoposto a un organo tecnico di controllo, il cui parere peraltro è vincolante. La Soprintendenza ha detto no. Se ne prenda atto senza insistere testardamente su un progetto che è stato giustamente considerato del tutto alieno al paesaggio e al territorio”.

È assurdo pensare che si possa arricchire una spiaggia libera amatissima e molto frequentata dai pescaresi con un manufatto che, comunque lo si voglia considerare, sarebbe una inutile sovrastruttura e un ingombro per la visuale del mare e del cielo.