Ci sarebbe una malformazione cardiaca congenita, che ha portato ad una fibrillazione ventricolare impossibile da rendere reversibile, all'origine della morte di Marco Calabretta, il bambino di 9 anni di Pineto (Teramo) accasciatosi a terra per un malore ieri pomeriggio, mentre stava giocando a calcio con i compagni sul campo sportivo 'Pavone' del centro costiero abruzzese.
È quanto emerge dalle prime informazioni trapelate dopo l'esame autoptico, eseguito nel pomeriggio e terminato in serata, sul corpo del piccolo all'ospedale di Atri dal medico legale Cristian D'Ovidio. L'autopsia è durata circa cinque ore.

A quanto si è appreso, l'esame macroscopico ha consentito di accertare la malformazione cardiaca, mentre ulteriori accertamenti verranno eseguiti sui campioni di tessuto prelevati. Accertamenti che potranno fornire ulteriori risposte. E proprio a Marco ieri pomeriggio ha voluto dedicare un pensiero, sul suo profilo Facebook, l'allenatore dei pulcini, mister Daniele Castagna.

"Avrei voluto conoscerti meglio insegnarti e donarti tutta la mia esperienza e passione calcistica - ha scritto il mister - purtroppo il mondo è ingiusto, perché a nove anni non si possono spegnere così i sogni di un bambino pieno di vita e voglioso di diventare forte. Ti porterò per sempre nel mio cuore, il tuo ricordo sarà indelebile".