Pescara. Manifestazione studentesca con sit-in anche a Pescara, stamani, nonostante la pioggia, nell'ambito delle proteste contro i test Invalsi. In Piazza della Rinascita anche una raccolta di firme per i quattro quesiti referendari sociali sulla scuola, per il quesito "Trivelle zero", per un piano che preveda il blocco di vecchi e nuovi inceneritori e una petizione popolare per una gestione pubblica dell'acqua. "La lotta contro i test invalsi- ha detto Ettore D'Incecco dell'Esecutivo Nazionale Cobas Scuola - è per avere una scuola che non sia discriminante ma unificante, una scuola che sia di qualità. Oggi siamo in piazza sia per protestare contro i test invalsi sia contro la logica di dividere le scuole in buone e cattive. Noi chiamiamo questi test anche indovinelli perché sono molto arbitrari e presumono di essere uguali quando le classi e i programmi sono differenti e quindi riteniamo che debbano essere boicottati".


Collettivo Studentesco Pescara

Oggi in Piazza Salotto dalle ore 9 abbiamo realizzato un sit-in a cui hanno partecipato studenti e docenti in opposizione alle prove INVALSI, per un'alternativa al modello di scuola proposto dalla riforma. In contemporanea, in tutte le scuole di Pescara gli studenti hanno boicottato le prove, in particolare al liceo D’Annunzio e al liceo Marconi, in cui quasi la totalità degli studenti non ha svolto il test. Il sit- in, aperto da una colazione sociale di autofinanziamento, è stato un’occasione anche di confronto su diversi temi riguardanti il mondo dell’istruzione. Ci siamo divisi in due gruppi di lavoro su DIDATTICA E VALUTAZIONE e REPRESSIONE E REFERENDUM. Nel primo gruppo, in didattica e valutazione, abbiamo discusso su quello che crediamo debba essere la didattica, su come si possa mettere in pratica l’insegnamento non frontale nelle nostre scuole, in collaborazione con in docenti. Abbiamo anche parlato della valutazione, di come essa vincoli il percorso scolastico di tutti gli studenti, inscrivendoli in un numero che non può rappresentare e valutare a pieno uno studente; abbiamo discusso della possibilità di una valutazione narrativa che affianchi o sostituisca quella numerica, affiancata da forme di autovalutazione, per studenti e docenti. Nel secondo gruppo abbiamo trattato il tema della repressione e riconquista della democrazia. il tema della repressione ci è sembrato quanto mai appropriato, visti i recenti avvenimenti al liceo artistico Misticoni-Bellisario. Inoltre le prove INVALSI sono spesso occasione per Dirigenti Scolastici e professori per attuare ogni forma possibile di repressione nei confronti degli studenti (dalle annotazioni comportamentali alle minacce di sospensione) allo scopo di limitare e impedire il boicottaggio dei test. La repressione degli studenti e della loro libertà di espressione va inserita, secondo noi, in un contesto più ampio, di un sistema scolastico che è sempre di più caratterizzato da un’ispirazione aziendalistica, con una gerarchia serrata che vuole un preside manager a capo dell’intero istituto e con una trasformazione degli studenti da liberi destinatari (e costruttori) di saperi a destinatari di nozioni e rigide imposizioni. Poi abbiamo aperto un dibattito sui referendum sociali, in particolare sui quesiti riguardanti la Buona Scuola. Secondo la nostra analisi, pur trattandosi soltanto di quattro quesiti, il referendum è una tappa fondamentale di contrasto e superamento della riforma, che ne lima le criticità più gravi. Il percorso referendario va però completato con una spinta propositiva: quella della Legge di Iniziativa Popolare sul diritto allo studio universitario per la quale stiamo raccogliendo le firme in contemporanea a quelle per i referendum. Di seguito una dichiarazione sui motivi del sit-in di Saverio Gileno, coordinatore del Collettivo Studentesco Pescara : <Oggi noi studenti siamo qui in Piazza a Pescara, come in altre città italiane, per dichiarare a voce alta la nostra opinione sui test Invalsi che, all'interno delle scuole, tantissimi studenti lasceranno in bianco. Oggi nel sit-in abbiamo provato a trovare una didattica alternativa a quella attuale, che riteniamo non più valida. Siamo stanchi di essere classificati e messi in competizione da una valutazione numerica e riteniamo che invece occorra una valutazione narrativa. Stiamo oggi in piazza anche per protestare contro un atteggiamento repressivo dei dirigenti scolastici di alcuni istituti pescaresi, a partire dalla Dirigenza del MiBe, che ha sospeso circa 150 studenti.».