Pescara . “L'operazione di sgombero delle aree di risulta nasce da pressanti sollecitazioni che da mesi ricevo da parte del Comitato dell'Ordine e Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Pescara e in cui siedono i massimi rappresentanti degli organi di giustizia e sicurezza del territorio. In quella sede mi sono state rappresentate indicazioni precise e perentorie di intervento sull'area, da tempo oggetto di complesse indagini riguardanti reati di chiara gravità.
Dunque era impossibile non intervenire ed eludere sollecitazioni tanto pressanti e autorevoli."

Il Sindaco di Pescara Marco Alessandrini è intervenuto per dire la sua dopo le operazioni di sgombero del mercato etnico dei commercianti senegalesi di fronte alla stazione ferroviaria , cercando di smorzare le polemiche scoppiate in città dopo la clamorosa decisione .
Sgombero clamoroso secondo alcuni , auspicato da tempo da altri , inevitabile secondo il primo cittadino . L'opinione pubblica è divisa tra chi è preoccupato per le sorti della pacifica comunità senegalese che da oltre 20 anni vive a Pescara , senza aver mai creato seri problemi di convivenza e chi da tempo auspicava un ritorno alla legalità di un mercato in cui, tra merce falsa e banchi fatiscenti, indubbiamente non venivano rispettate le regole .
Nel comunicato postato sul sito ufficiale del Comune di pescara , Alessandrini ha descritto senza mezzi termini l'ineluttabilità di uno sgombero divenuto " inevitabile " anche per le pressioni subite dal Prefetto e dal Comitato Ordine e Sicurezza pubblica , dopo che la stragrande maggioranza dei commercianti senegalesi si era rifiutato di regolarizzare la propria posizione negli uffici Urp del Comune . Molti dei commercianti senegalesi titolari delle licenze, infatti , non sono reperibili o vivono all'estero (quasi tutti sono tornati a vivere in Senegal ) e probabilmente avranno ceduto il loro posto ad altri connazionali non regolari.

"Ringrazio la comunità senegalese per il senso di responsabilità mostrato durante le operazioni di sgombero che si sono svolte in modo pacifico e senza danni alle persone e cose, e le forze dell'ordine che si sono mosse in coerenza con le mie sollecitazioni ad operare con ogni prudenza nell'azione di prevenzione, affinché tutto avvenisse in tal senso " - prosegue il primo cittadino nella nota " Il rispetto della legalità, com'è noto, fa parte della mia storia personale e anche di quella politica, ho la certezza che appartenga anche alla nostra città e me ne faccio interprete. Come di Pescara è proprio il senso dell'accoglienza, e in nome della piena integrazione ci stiamo muovendo, aprendo ai commercianti in regola provenienti dal cosiddetto mercato etnico, la possibilità di operare da subito nel territorio commerciale della città e mettendo a disposizione di tutti uno sportello al fine di regolarizzare quelli che ne hanno interesse, proprio perché fosse assicurata la continuità lavorativa."

Insomma , parola del sindaco , i commercianti sfrattati pur essendo in regola e quelli che si regolarizzaeranno , avranno un'alternativa per continuare a lavorare in u nuovo mercato che sarà presto realizzato , nel frattempo , potranno usufruire di nuovi spazi dove verranno sistemati i banchi per la vendita della merce .

"Il nuovo mercato etnico e dell'integrazione sarà pronto non appena definita la procedura amministrativa necessaria, da noi messa in cammino mesi fa. Tale precorso avrà tempi serrati: arriverà dai Vigili del Fuoco il placet sul progetto per quanto riguarda la sicurezza e il vice sindaco Enzo Del Vecchio sarà subito dopo ad Ancona presso la sede dipartimentale di RFI perché arrivi anche il loro via libera. Ma voglio sottolineare che a tutti gli ambulanti in regola sarà assicurato un posto nei mercati della città.
Non solo: in attesa che l'iter si definisca abbiamo intenzione di sperimentare la possibilità di allocare gli ambulanti in regola e con i titoli adeguati a operare in spazi temporanei prossimi alla sede del nuovo mercato che verranno allestiti in tempi brevissimi.
I controlli saranno costanti perché siano garantiti sicurezza, rispetto delle regole e impegno per un cambiamento positivo di una situazione su cui nessuno, prima d'ora, si era mai cimentato a trovare una soluzione concreta e il più possibile condivisa”.