Pescara è stata scelta come sede delle due giornate di dibattiti sul centenario della Prima Guerra Mondiale che si svolgeranno il 27 e 28 novembre prossimi presso la l’Aurum, Largo Gardone Riviera a cura del dal Comitato Storico Scientifico per gli Anniversari di Interesse Nazionale della Presidenza del Consiglio dei MinistriAscolta la notiziaSi è svolta oggi la conferenza stampa di presentazione dell’evento di caratura nazionale organizzato dal Comitato Storico Scientifico per gli Anniversari di Interesse Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, presieduto dal presidente emerito Franco Marini, presente alla conferenza.

Pescara è stata scelta come sede delle due giornate di dibattiti sul centenario della Prima Guerra Mondiale che si svolgeranno il 27 e 28 novembre prossimi presso la l’Aurum, Largo Gardone Riviera.


Di seguito le notizie e il materiale sulla due giorni di convegni.L’anniversario per i cento anni del primo conflitto mondiale è un’occasione importante per rendere omaggio ai tanti caduti, agli eroi, ai protagonisti civili e militari che vi presero parte, ma anche per rievocare un evento bellico che, pur nella sua drammaticità, contribuì notevolmente alla costruzione della nostra identità europea.Per questa particolare ricorrenza il Comitato storico-scientifico per gli Anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha organizzato a Pescara l’evento “Quando un popolo si scoprì Nazione - Conoscere la guerra per amare la pace” che si svolgerà il 27 e il 28 Novembre presso la sede ex Aurum a Largo Gardone Riviera.

L’appuntamento si articolerà in due momenti :

- IL CONVEGNOVenerdì 27 ore 17-19,30 /Sabato ore 10-13/16-19Sarà luogo di confronto sui temi salienti dell'interventismo culturale in relazione alla storia politica e civile dell'Italia, ma anche in rapporto con lo scenario internazionale. Con una particolare attenzione alle figure cruciali di tre grandi abruzzesi che diedero vita all'interventismo della cultura: lo storico della prima guerra mondiale e testimone diretto egli stesso in guerra, Gioacchino Volpe, il Poeta Soldato per antonomasia, che fu l'esteta armato più noto al mondo nella prima guerra mondiale, vale a dire Gabriele d'Annunzio, e il filosofo Benedetto Croce che non sposò la causa dell'intervento e distinse il suo pensiero dall'idealismo militante di Giovanni Gentile ma anche di Papini e Prezzolini.2Il proposito è certo capire in che modo, nella Prima Guerra Mondiale un popolo si scoprì nazione e una nazione ignara e divisa si scoprì unita nel suo destino, ma soprattutto promuovere il recupero della memoria storica e la massima conoscenza di quella stagione, a partire dai giovani e dagli studenti.Nella mattina di sabato sono state invitate le classi del V° anno dei Licei cittadini.

LA PERFOMANCE TEATRALEVenerdì 27- ore 21.00A conclusione della prima giornata di dibattiti, sarà possibile assistere alla perfomance teatrale, in anteprima in Abruzzo, dal titolo: “Grande serata futurista” Di Massimiliano Finazzer Flory ispirata a Filippo Tommaso Marinetti.Grande serata futurista celebra la nascita del Movimento Futurista attraverso passaggi da alcuni dirompenti Manifesti, che, articolandosi nel tempo, hanno segnato le tappe della rivoluzione del movimento nei diversi campi del sapere, delle arti e della vita. Ad arricchire questo viaggio nell’immaginazione senza fili, è prevista una esibizione di danza contemporanea. Grande serata futurista è uno spettacolo che elogia un movimento del passato, che però ha molto a che fare con il presente.INGRESSO GRATUTO.

Per prenotazioni https://lagrandeguerra.eventbrite.itTutto il materiale si trova nel seguente link: https://www.dropbox.com/sh/2kl8y84peelfrl2/AACD53ieg5u7MGTQTQ9J8N0da?dl=0


QUANDO UN POPOLO SI SCOPRI' NAZIONEL'Interventismo culturale in Italia, 1915/1918La prima guerra mondiale fu una guerra culturale, nata e cresciuta all'ombra di un prorompente interventismo della cultura. Da un verso fu il prodotto del romanticismo politico che aveva animato i movimenti patriottici e rivoluzionari del secolo precedente, il culto romantico dell'artista che si fa artefice politico, guida rivoluzionaria, intellettuale di punta al servizio del popolo e della nazione. Dall'altro verso fu la prova generale della cultura che si versa nell'azione per cambiare la realtà, tramite l'ideologia si fa racconto politico e mira a fare degli intellettuali l'avanguardia dei popoli, degli eserciti e degli stati. Sulle trincee nasce l'artista armato, l'esteta politico ma anche il rivoluzionario che fa della guerra il preambolo alla rivoluzione sociale. Il progetto che anima e percorre nazionalisti e socialisti, e poi fascisti e comunisti, ma anche futuristi e tradizionalisti, patrioti e internazionalisti, si condensa nel triplice mito dell'Uomo Nuovo, dell'Ordine Nuovo e del Mondo Nuovo. La guerra diventa perciò l'occasione per liberarsi del vecchio e proiettarsi nel nuovo o nell'antico, comunque in un  cambiamento radicale. Se l'interventismo della cultura accomunò intellettuali e artisti europei di ogni versante, fu soprattutto in Italia che l'interventismo della cultura fu visto come il completamento del mazziniano pensiero e azione, ma anche la traduzione storica dell'XI tesi su Feuerbach di Marx: “finora abbiamo diversamente interpretato il mondo, si tratta ora di cambiarlo”. Al primato dell'azione si richiamarono anche il nazionalismo, il sindacalismo rivoluzionario e il fascismo.Nel convegno di Pescara dedicato all'interventismo culturale in Italia, promosso dal comitato per gli anniversari nazionali istituito in Palazzo Chigi e coordinato da Marcello Veneziani, verranno affrontati i temi salienti dell'interventismo culturale in relazione alla storia politica e civile dell'Italia ma anche in rapporto con lo scenario internazionale. E verrà approfondito da un verso il ruolo dell'interventismo democratico e dall'altro il richiamo al compimento del Risorgimento. Verranno poi approfondite le figure cruciali che dettero vita all'interventismo della cultura con particolare riferimento a tre grandi abruzzesi: allo storico della prima guerra mondiale e testimone diretto egli stesso in guerra, Gioacchino Volpe; al Poeta Soldato per antonomasia, che fu l'esteta armato più noto al mondo nella prima guerra mondiale, vale a dire Gabriele d'Annunzio, e al filosofo Benedetto Croce che non sposò la causa dell'intervento e distinse il suo pensiero dall'idealismo militante di Giovanni Gentile ma anche di Papini e Prezzolini. All'impegno dei futuristi e dei sindacalisti rivoluzionari come Filippo Corridoni saranno dedicati altri approfondimenti del convegno. Una pièce teatrale ricostruirà quegli anni incendiari e la diaspore tra gli letterati che partirono per il fronte, alcuni con entusiasmo, altri con riluttanza. Il proposito è capire in che modo, su quali idee, con quali testimonial, nella immane tragedia della Prima Guerra Mondiale un popolo si scoprì nazione e una nazione ignara e divisa si scoprì unita nel suo destino.