Pescara . Il Sansificio Schiavone , ancora al centro di polemiche per i maleodoranti effluvi che " appestano " gran parte della città , chiuderà il 15 giugno prossimo . Si dovrebbe trattare di una chiusura stabilita da tempo, la solita interruzione stagionale , ma qualora non venissero effettuati i lavori di manutenzione degli impianti entro l'inizio della prossima stagione, al fine di evitare il ripetersi degli scarichi puzzolenti , potrebbe non riaprire i battenti .
Intanto prosegue la raccolta firme da parte dell'associazione delle famiglie del quartiere del Sanificio . A dire il vero il cattivo odore proveniente dalla raffinazione della sansa, in alcuni orari interessa gran parte della città e crea non pochi fastidi a tutti i cittadini pescaresi . 
La mattina presto e la sera verso le 23:00 la zona di Piazza Salotto diviene quasi impraticabile a causa dell'acre, fastidioso, cattivo odore, di certo non un ottimo biglietto da visita per i primi turisti che iniziano ad arrivare in città.
Da settembre, quando sarà terminata la pausa estiva dell'impianto Schiavone Pescara dovrà nuovamente tornare a fare i conti con la puzza del sansificio ? I cittadini non ci stanno e raccolgono le firme , mentre in Comune il vice capogruppo di Forza Italia, Vincenzo d'Incecco,  ha gia' annunciato che che la questione Sansificio sarà riportata in Commissione ambiente e lavori pubblici per verificare tutte le autorizzazioni in possesso dell’azienda, soprattutto sotto il profilo sanitario .
Dall'altra parte, la famiglia Schiavone , che già in passato ha subito alcuni stop alla propria attività , da parte del Comune e , che ha riaperto i battenti in seguito ad un ricorso al T.a.r. , minaccia licenziamenti in caso di riduzione o dismissione dell'attività del proprio impianto .

"All’azienda chiediamo di fermare prima del 15 giugno la lavorazione della sansa anticipando la chiusura della struttura, ma sicuramente non è pensabile che a ottobre, con la nuova stagione di raccolta delle olive, si ricominci con i miasmi e i fumi che di notte rendono irrespirabile l’aria a Pescara" - Si legge nella nota di D'incecco - "Da aprile lo stesso sindaco, autosmentendosi, ha firmato l’ordinanza di sospensione delle attività da parte del sansificio in virtù della legge 267 del 2000. Ovviamente la proprietà del sansificio ha intrapreso la strada giudiziaria, impugnando dinanzi al Tar il dispositivo, ottenendo una sospensiva, e di fatto riattivando l’azienda [...] l’azienda può tenere sotto scacco una città intera minacciando licenziamenti per colpevolizzare l’intero territorio e costringere tutti a sopportare una situazione che evidentemente ha delle problematiche di tipo sanitario. I miasmi ci sono, sono evidentemente tangibili a chiunque di notte si trovi a girare per Pescara. Non solo: in via Raiale, fino all’ospedale civile di Pescara, si estendono le lingue di fumo biancastro che escono dal sansificio, fumi di cui non conosciamo la natura né l’eventuale pericolosità per la salute umana. Ed è evidente che non c’è Tribunale amministrativo che possa condannare una città a sopportare tale condizione."