Una sentenza della Cassazione del 2010 potrebbe essere il precedente per non pagare l'affitto di ombrelloni, sdraio ecc. a causa del mare inquinato, come risarcimento per non aver potuto fare il bagno.

E' l'onda che l'associazione "Terra Nostra" sta cavalcando per promuovere un'azione legale congiunta di tutti quei bagnanti che si sono sentiti danneggiati dai divieti di balneazione.

L'associazione ha infatti promosso un'incontro per domenica 29 Agosto presso il Lido Apollo(smentito dal titolare dello stabilimento) per informare i cittadini che, a loro dire, " per legge possono rifiutarsi di pagare l’affitto stagionale dell’ombrellone o chiederne il rimborso a causa della non fruizione delle acque marine per i bagni”.

La stessa sentenza della Cassazione inoltre prevederebbe la possibilità per i balneatori di rifarsi del mancato incasso sugli Enti pubblici responsabili.

In ogni caso sarebbe una vera e propria stangata sui balneatori che sarebbero i primi e gli unici (per ora) a rimetterci economicamente a causa dell'inquinamento del mare, in una situazione paradossale che ogni giorno si arricchisce di nuovi colpi di scena.

Pensare che solo qualche giorno fa la Confcommercio Pescara a nome degli imprenditori turistici aveva diffuso un duro comunicato per chiedere l'intervento della Regione esprimendo  "il più vivo rammarico" per il mancato completamento dei lavori di adeguamento del collettore del  di Pescara-Francavilla:

"Al fine di evitare il ripetersi di un contesto che ha determinato condizioni di obiettivo disagio per la collettività tutta, invitiamo il Presidente della Giunta Regionale D’Alfonso ad assumere una veste operativa, attivandosi per uno stanziamento “dedicato” di 10 milioni di euro da destinare all’adeguamento e alla piena funzionalità degli impianti di depurazione di Pescara e Francavilla, anche considerando ciò che il nostro litorale rappresenta in termini di attrattività turistica ed economica per l’intera regione"