Pescara. Era nell'aria, che la faccenda dell' ordinanza " fantasma " di divieto di balneazione dopo lo sversamento in mare di oltre 30000 di metri cubi di liquami avesse molti punti da chiarire lo si era immaginato da subito, ed ecco il colpo di scena.
Un'inchiesta strana dalla nascita, scaturita da un'intercettazione telefonica relativa ad un'altra questione ( La city ) che ha portato alla luce il tentativo del primo cittadino di Pescara di nascondere alla cittadinanza lo stato di grave inquinamento del mare di fronte la conduttura fognaria di via Raiale nei giorni tra il 28 luglio e 3 agosto scorsi.

Alessandrini fin'ora aveva mentito ripetutamente , si era sempre difeso affermando di aver emesso un'ordinanza di divieto di Balneazione il 1 Agosto, cioè tre giorni dopo la rottura della condotta fognaria, ma di averla protocollata il 3 quando ormai le analisi dell' ARTA successive alla "pulizia" del mare con L' Oxystrong, sono state positive garantendo la balneazione.

Ma la verità, invece sarebbe un'altra : interrogato dal P.M. Annarita Mantini, il sindaco di Pescara avrebbe ammesso di aver mentito e di aver falsificato l'ordinanza di divieto di balneazione emettendola soltanto il 3 di Agosto, quando ormai la situazione dell'inquinamento del mare era migliorata, e di averla retrodata al 1 agosto nonostante l' ACA lo avesse avvertito della rottura.

Ovviamente Marco Alessandrini non è l'unico indagato di questa vicenda, oltre a lui devono rispondere dell'accusa di omissione di atti d'ufficio e falso ideologico anche il vice sindaco Enzo Del Vecchio e il dirigente comunale Tommaso Vespasiano, insomma un ciclone.

Il sindaco messo alle strette dal P.M. si sarebbe giustificato adducendo una motiva tecnica al suo gesto, avrebbe dovuto modificare la data per non rendere inutile l'ordinanza di divieto di balneazione dopo che il mare era tornato pulito dopo l'uso di Oxystrong, motivazione che si potrebbe aggiungere al fatto che , dopo le numerose segnalazioni di bagnanti che avvertivano malori durante i bagni , la situazione di grave inquinamento del tratto antistante via Raiale stava uscendo fuori in tutta la sua virulenza.

Fatto sta che per una settimana i bagnanti di quale tratto di costa hanno fatto il bagno in uno specchio d'acqua inquinatissimo senza che nessuno li avvertisse ne apponesse alcun cartello di divieto di balneazione.

Ma c'è anche un'altro aspetto della vicenda che non appare ancora chiaro sollevato dall’avvocato Berardino Fiorilli, promotore dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace, sul ruolo dell' ARTA che avrebbe taciuto anch'essa i risultati disastrosi delle analisi:

"Qual è stato poi il ruolo dell’Arta che, a mia precisa istanza di ripetere le analisi sulla qualità delle acque del mare a fronte della rottura della condotta di via Raiale del 28 luglio, ha screditato le mie parole, sostenendo che l’Arta può fare i prelievi solo nei giorni stabiliti nel calendario regionale. In realtà abbiamo poi scoperto che le analisi le aveva già ripetute il 29 luglio, che i risultati erano stati disastrosi, ma anche l’Arta ha taciuto."

Tutta l'opposizione sta chiedendo le dimissioni di Marco Alessandrini da sindaco di Pescara, si attendono nuovi sviluppi