Dopo l'imponente manifestazione di Lanciano, a cui hanno partecipato più di 40 mila persone e circa 400 associazioni, oggi il comitato "Blocca lo Sblocca ITalia si è riunito nella sala del Consiglio Comunale di Pescara per fare il punto della situazione e studiare la strategia giusta per fermare i petrolieri.
Sul progetto Ombrina Mare ed Elsa si è già detto tutto, il decreto del Governo targato Renzi, il famoso "Sblocca Italia" ha i fatto spalancato le porte del mare Adriatico alle multinazionali del petrolio e del gas e la commissione istruttoria per l'autorizzazione integrata ambientale (VIA) del Ministero dell'ambiente ha concesso alla Rockhopper Italia spa l'autorizzazione per l'impianto Ombrina Mare, quindi a meno di sorprese sarà difficile bloccare le trivelle.
Difficile si, ma non impossibile, dopo circa sette ore di confronto, i comitati e le associazioni anti-trivelle pensano ad un referendum abrogativo dello "Sblocca Italia, da proporre durante le future manifestazioni.

"I prossimi passi sono la discussione sulla possibilità di utilizzare l'azione referendaria per far valere i nostri diritti"- Ha annunciato Renato Di Nicola dell'Abruzzo Social Forum - " l'altro è quella della formazione" - ha continuato -" perché nella stragrande maggioranza i movimenti reali sono formati da cittadini che mai avrebbero pensato che dovevano difendersi in casa propria non dall'immigrato, ma da un Governo che dovrebbe essere suo e che invece brucia loro le possibilità di sviluppo"

Due gruppi di lavoro composti da attivisti di 12 regioni intanto sono all'opera per coordinare la protesta e allargare il fronte dei consensi anti-petrolieri. "Dopo la manifestazione di Lanciano l'assemblea è stata un importante momento di confronto, partendo dal presupposto che le lotte ambientali non sono portatrici solo di battaglie di civiltà e difesa dei territori, ma di una visione critica nei confronti di uno sviluppo imposto dall'alto che non tiene conto delle democrazie territoriali né delle istanze democratiche: è il punto di partenza per mettere in atto una grandissima battaglia popolare che rimetta al centro la democrazia, la sostenibilità, la redistribuzione della ricchezza e la partecipazione delle comunità alle decisioni che riguardano la loro vita" ha concluso Monica Di Pierri presidente dell'associazione "A Sud"