Pescara . O riducete le tasse o voliamo via , in sintesi è il ragionamento della compagnia di voli low cost Ryanair nei confronti del Ministero delle Infrastutture e dei Trasporti .

Peccato che a farne le spese sono soltanto alcuni aeroporti , tra cui l'Aeroporto D'Abruzzo .
La compagnia in alcuni caso, come nel caso di Pescara , è in una situzione di forza nel braccio di ferro con le istituzioni , basti pensare ai dati relativi allo scalo abruzzese : 500 mila utenti l'anno , sui 600 mila totali volano con Ryanair , praticamente dipendiamo da loro.

La situazione quindi non può essere ignorata dal Ministero , che sembrerebbe intenzionato a "fare uno sconto " sulle imposte alla compagnia .

"Sono allo studio varie ipotesi per la riduzione della tassa" dei passeggeri nei prossimi mesi. Lo affermano fonti del Ministero delle infrastrutture e trasporti interpellate sulla vicenda Ryanair (la low cost chiuderà due basi e diverse rotte contro l'aumento della tassa d'imbarco), ricordano comunque che "gli aumenti non potevano essere evitati per impegni assunti da governi precedenti".

    Le stesse fonti riferiscono inoltre che "le minacce di interruzione dei servizi non sono utili a trovare una soluzione", senza dimenticare che le compagnie low cost "frequentemente hanno sostegni dagli aeroporti dei territori".