Pescara. Ieri il primo cittadino Marco Alessandrini nel suo discorso in Consiglio Comunale straordinario sull'inchiesta mare inquinato non ha fatto nessun riferimento alla questione della falsificazione dell'ordinanza  sui divieti di balneazione "fantasma" tra i giorni 1 e 3 agosto scorso, oggi un'altro esponente della maggioranza, il vice sindaco Enzo Del Vecchio ha ricevuto un avviso di garanzia dopo essere stato ascoltato dalla Squadra Mobile.
Oltre al dirigente del comune Tommaso Vespasiano, che dovrà rispondere dei reati di omissione di atti d'ufficio e  di concorso in falso ideologico, adesso spunta anche il nome del vice sindaco accusato anche lui degli stessi reati ( omissione di atti d'ufficio e concorso in falso ideologico).

Il nodo in questione di questa intricata vicenda è capire se il famoso divieto di balneazione a seguito di uno sversamento di 30 mila metri cubi di liquami di fogna  in mare, sia stata firmata dal sindaco il 1 agosto ( come sostiene lo stesso sindaco Alessandrini), ma mai resa nota fino al successivo 3 agosto, quando il mare è tornato balneabile o se, come sospettano i P.M. Anna Rita Mantini e Mirvana Di serio, l'ordinanza sia stata falsificata, cioè prodotta il 3 agosto stesso, quando ormai si sapeva che il mare era tornato balneabile dalle analisi dell'ARTA, retrodatata al 1 agosto, e immediatamente ritirata poichè il mare era tornato balneabile.
Insomma un bell'impiccio per l'amministrazione che, in ogni caso, non ha avvisato i cittadini e i numerosi turisti della non balneabilità del mare per diversi giorni dal 29 luglio (almeno) al 3 agosto