Tutto è iniziato con la Carta di Termoli, quando tutte le regioni del Sud si sono unite, abbracciando la battaglia referendaria, contro le trivelle di Ombrina Mare. Il progetto di estrazione petrolifera e (pre raffineria) di idrocarburi fossili, sarebbe dovuto sorgere a circa sei miglia dalla Costa dei trabocchi, ma il popolo abruzzese e le istituzioni sono riuscite a lavorare e manifestare insieme il proprio dissenso e a convincere il Governo a rivedere questa parte della Legge di Stabilità .

In questo video realizzato dalla web tv della regione il Presidente Luciano D'Alfonso fa il punto della situazione sulla (quasi) imminente vittoria contro le trivelle dei petrolieri.
D'Alfonso parla di "Passo conclusivo che scongiura definitivamente il pericolo di questo genere di operazioni nel nostro mare".

L'emendamento governativo "
Salviamo il mare blue" infatti rispristina il potere decisionale delle regioni in questi casi, il limite di oltre 12 miglia marine per le trivellazioni, rivede la posizione del governo in merito alla strategicità delle estrazioni di idrocarburi e lascia in attività soltanto le operazioni già iniziate. In sostanza Ombrina Mare è nella bara.

Come è stata ottenuta questa vittoria? La guerra contro Omrina mare è stata costituita da numerose battaglie : il popolo è stato compatto e le istituzioni hanno saputo lavorare "di fino".
Secondo D'Alfonso è ' stata un'opera incessante di alleanze e proposte con altri presidenti di Regione e con Palazzo Chigi.

Anche il tema della Macroregione Adriatico Jonica ha avuto il suo peso: promuovere a Bruxelles la marcoregione che ha come pilastri fondamentali la difesa del mare blu e il turismo ecosostenibile sarebbe stato in netto contrasto con la trivellazione in cerca di petrolio nel Mare Adriatico.