Pescara . Luciano D'Alfonso spezza gli equilibri (apparenti) e con grande chiarezza conferma il suo NO al progetto Ombrina Mare. La piattaforma di estrazione petrolifera ( 6 pozzi + nave di stoccaggio e raffinazione ) non si farà ne di fronte la costa dei Trabocchi, ne altrove.

Il Governatore della Regione Abruzzo, infatti, "difenderà il nostro mare dagli Ufo" ( come aveva definito le piattaforme petrolifere qualche tempo fa) ed annuncia che  "Dicembre non sarà un mese neutro" intervenendo al convegno 'L'Abruzzo e gli idrocarburi: realtà e prospettive' e riferendosi alla vicenda delle perforazioni petrolifere sull'Adriatico e gli ultimi sviluppi dopo i suoi colloqui con il governo che, a quanto pare dovrebbero rivelare delle ottime sorprese per la nostra Regione.

"La difesa del Mare Blu e' potentemente all'ordine del giorno! in questi giorni il dialogo competitivo tra Regioni e Governo e' molto, molto avanzato! Registro un dialogo che sta funzionando crescentemente, realisticamente! Prestissimo gli aggiornamenti corrispondenti ai fatti." - aveva annunciato D'Alfonso, sbilanciandosi sul risultato delle trattative e sull'immintente chiusura della questione Ombrina Mare " Ci siamo, Si...(scriveremmo nella vita reale delle valutazioni immediate). La prudenza viene dispiegata solo per rispetto consapevole del valore del grandissimo risultato a portata di palmo della mano !"

In definitiva l'intervento del Presidente di fronte alla platea di Confindustria Chieti-Pescara e Assomineraria è più di un avvertimento alla Rochopper Italia :"dicembre vedrà dei cambiamenti normativi", in relazione alle regole con le quali vengono dati i permessi di estrazione.

Va superata "quell'astuzia" che le imprese del petrolio hanno infilato nello Sblocca-Italia. "Perché in Abruzzo non c'è una ideologia impazzita, ma un movimento consistente contro le trivelle a mare che ha raggiunto persino la Cei. Noi - ha concluso D'Alfonso - "abbiamo difeso il territorio, perché ci siamo anche sentiti spodestati della nostra capacità di decisione e della democrazia. Sappiamo che le norme sono figlie di interessi ma nel recente passato c'è stata una forzatura che ha sequestrato l'autonomia decisionale delle Regioni"