SANT'EUSANIO DEL SANGRO - LANCIANO - FACEBOOK. La mobilitazione dei cittadini è appena iniziata. Dopo il tam tam mediatico sulla realizzazione del bruciatore di rifiuti speciali da 26 megawatt che si realizzerà tra i comuni di Sant'Eusanio del Sangro e Lanciano, la risposta dei cittadini non si è fatta attendere.

Giovedì 3 Settembre si è tenuto un primo incontro al Ristorante River di S.Eusanio che ha visto la partecipazione di molti residenti dell'area frentana, il sindaco di Sant'Eusanio del Sangro, Raffaele Verratti, il sindaco di Castel Frentano, Gabriele D'Angelo, l'assessore all'ambiente di Lanciano, Davide Caporale, un esponente di Nuovo Senso Civico, Alessandro Lanci ed il coordinatore dell'istituto abruzzese per le aree protette, Andrea Natale. Dall'incontro è stato costituito un comitato per dire "NO" al progetto dell'impianto, "NO" alla realizzazione del bruciatore dei rifiuti speciali, definito come "una bomba ecologica che minaccia la salute dei cittadini". Tutti coloro che erano presenti all'incontro ci tengono a far sapere che questo non è che il primo di una lunga serie di incontri e che sono pronti a dare battaglia affinché quest'impianto non si realizzi.

Venerdì 4 Settembre, il comitato, con l'aiuto del comune di Sant'Eusanio del Sangro e l'associazione onlus Nuovo Senso Civico (movimento spontaneo di cittadini abruzzesi, area Val di Sangro), ha creato su Facebook sia un gruppo che una pagina ufficiale con il nome di: No Al Bruciatore Di Rifiuti Speciali di S.Eusanio del Sangro e Lanciano. Il gruppo e la pagina sono raggiungibili rispettivamente ai seguenti link: gruppo qui e pagina qui.
Nel giro di poche ore vengono sommersi di commenti, mi piace e condivisioni tanto da raggiungere un migliaio di seguaci sulla pagina e ben 4.000 utenti iscritti al gruppo. 

Anche Vincenzo Di Biase, ex vice-presidente della provincia di Chieti, è intervenuto con un commento nel gruppo:
"Incredibile ed inconcepibile la realizzazione di un mostro del genere nella più grande realtà industriale (Val Di Sangro) di tutto il centro e meridione d'ITALIA. Un vero oltraggio a tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di questa immensa realtà, come me, che ho contribuito per ben tre anni in qualità di Presidente ASI. NO NO NO all'ennesima potenza".

Il 2015 sarà un anno da ricordare per gli abitanti della provincia di Chieti. Un tempo conosciuti per le proprie bellezze naturali, dal Parco nazionale della Majella fino alla costa dei trabocchi. Oggi vedono il loro patrimonio naturale e paesaggistico in serio pericolo, con delle trasformazioni radicali in atto. Trasformazione paesaggistica evidente con la realizzazione dell'elettrodotto Terna da Villanova a Gissi. Nel giro di pochi metri ci sono ben 5 tipi diversi di elettrodotto, dal vecchio palo di legno a quello cementificato fino ad arrivare ai più recenti elettrodotti in 3 diverse misure, mini, medio e questo nuovo gigante del Terna che con le sue punte bianco-rosse domina fin sopra il cielo. Discorso diverso per Ombrina Mare e la centrale a biomasse in quanto per queste 2 realtà i lavori di realizzazione non sono ancora iniziati. Oltre alla componente paesaggistica in questo caso c'è da fare un approfondimento sulla questione inerente alla salute. Un malfunzionamento dell'Ombrina Mare ad esempio provocherebbe danni incalcolabili per la flora, la fauna e tutto il comparto turistico della costa e non. La centrale a biomasse invece si dovrebbe costruire in una zona, tra Campitelli e Brecciaio, che vive quasi esclusivamente di agricoltura. Le micro-polveri rilasciate dal bruciatore si andrebbero a depositare interamente sui raccolti. Senza dimenticare che in quella zona scorre il fiume Sangro e vi è l'Oasi di Serranella, un'oasi naturale che si estende da S.Eusanio fino ad Altino.

L'ultima decisione verrà presa dalla Regione. C'è ottimismo, anche se, come abbiamo documentato in un precedente articolo "Nuova centrale biomasse: progetto in Regione, ma i sindaci del frentano vengono ignorati" realizzato grazie alla disponibilità del sindaco di Sant'Eusanio del Sangro, Raffaele Verratti, la vicenda può considerarsi tutt'altro che chiusa.

F.D.T.