La politica italiana è in continua evoluzione mentre si moltiplicano i movimenti fondati dai cittadini per rispondere adeguatamente alle esigenze della popolazione. Il fenomeno della mobilitazione dal basso coinvolge diverse persone intenzionate a partecipare attivamente alla vita democratica del Paese.

Il Movimento Gente Onesta vuole lanciare questo segnale di rinnovamento cercando di ascoltare i cittadini. Giuseppe Prete, Presidente del Movimento, non è certamente una matricola perché inizia e consolida la sua partecipazione politica a Lecce nel 1986, quando diventa Segretario cittadino del Movimento Giovanile della Democrazia cristiana, mentre nel 1987 è Consigliere provinciale. Nel 1993 è Vicesegretario cittadino. Nel 1994, quando si sciolse la Democrazia cristiana, viene eletto segretario cittadino del Partito Popolare Italiano. Questo incarico termina nel 1994. Giuseppe Prete interviene sui problemi sociali, politici ed economici di Pescara, cercando di individuare possibili soluzioni per la città abruzzese.

Perché nasce il movimento Gente Onesta? Quale risposta vuole dare alla politica Italiana?

Il mio primo desiderio in assoluto è quello di cambiare il Paese per ristabilire un equilibrio andato perso con gli anni a causa dei cambiamenti avvenuti in politica, in particolar modo in ambito industriale. L’avanzamento dell’industrializzazione è stato direttamente proporzionale all’aumento, di anno in anno, della corruzione che ha nettamente peggiorato le condizioni dell'Italia. Questa condizione ha condotto la popolazione verso una totale assenza di ideologie a vantaggio del denaro, conseguenza di un'arretratezza del Paese, per cui una svalutazione e un declassamento sul piano del mercato finanziario che ha portato di riflesso la disoccupazione. Chiarito il mio obiettivo parliamo del Movimento Gente Onesta. È da tre anni che lavoro ufficialmente a questo progetto (gennaio 2013), data riconosciuta come nascita del Movimento. Il mio impegno e il mio lavoro tuttavia iniziarono molto tempo prima della data ufficiale della nascita del progetto, perché volevo avere la certezza che una volta fondato il Movimento sarei stato altrettanto pronto a lanciarlo istituzionalmente. Il Movimento è nato per battersi in prima linea vicino ai ceti meno abbienti e ai piccoli imprenditori che compongono la maggioranza del Paese.

Quali problemi sociali ed economici sono da risolvere con massima urgenza a Pescara?

Mio malgrado sono molti ed urgenti. Come sempre, per comprendere la situazione attuale, bisogna analizzare il passato che in questo caso suggerisce che la crisi di Pescara ha origini lontane, nelle quali le amministrazioni precedenti hanno avuto responsabilità di rilievo. Come a Pescara, in tutto l’Abruzzo, l’economia rallenta e come accade dalla notte dei tempi, la politica e coloro che ne fanno parte giocano a scarica barile in una triste situazione di incapacità di assumersi le responsabilità. Tutto ciò porta di conseguenza a una mancata risoluzione del problema, favorendo la corruzione che non perde tempo a estendersi a macchia d’olio. Tornando a Pescara mi viene da pensare al dimezzamento delle imprese che operano nel campo dell’edilizia. Al 13 dicembre 2014 si è presentata una perdita consistente, quest’ultima ha registrato un 55-60% in meno rispetto ai dati ufficiali pre-crisi del 2005. A ciò è conseguita una forte riduzione dell’occupazione. La perdita sostanziosa non è solo nel settore edile, perché a Pescara tutti i settori sono nel vortice della crisi e mi giungono continui segnali di calo fortemente improduttivi per la città. Il rimedio? Rivalutiamo il turismo per iniziare e ripartire poiché anche in questo ambito la maggioranza politica del Paese è incapace nella gestione del territorio che, se sfruttato con cognizione di causa, porterebbe molto beneficio non solo alla città, bensì all’intera Provincia.

La politica dal basso, riesce a coinvolgere i cittadini. Come ha risposto la popolazione di Pescara?

Come nel resto dell’Italia, inizialmente la risposta principale è stata la diffidenza. Ricordo il primo appuntamento con la città nell’Hotel Holliday al quale vi fu una scarsissima affluenza di cittadini, appena 30 persone avevano risposto all’invito. D’altro canto, la nostra fortuna è stata di avere tra il pubblico cittadini che si sono sentiti coinvolti e che da subito ci hanno aiutati per permetterci un ritorno, garantendoci maggiore affluenza. Così è stato e oggi a Pescara il Movimento Gente Onesta è presente con una piccola organizzazione che con impegno si prodiga nel percorso per emergere.

Francesco Fravolini