Spesse volte vi ho parlato della mia vita in campagna, qui ho le mie gallinelle che giorno dopo giorno mi regalano delle bellissime uova,  a volte ne producono così tante che ho necessità di consumarle in preparazioni che ne richiedano una grande quantità. Quando ciò accade, la prima ricetta che preparo sono gli spaghetti alla carbonara, uno dei piatti preferiti dal mio compagno e da molti dei miei più cari amici. Tutti conosciamo questo piatto come tipico romano ma le origini sono ad oggi incerte. Nel manuale di cucina romana di  Ada Boni del 1930 (un vero punto di riferimento per gli storici culinari) non c'è mensione, i primi documenti che descrivono questo piatto risalgono alla liberazione di Roma nel 1944.
Secondo la leggenda il piatto sarebbe stato inventato dai carbonari, i quali lo preparavano con ingredienti di facile reperibilità. Questo piatto sarebbe, dunque, l'evoluzione del piatto detto “cacio e ova” di origini Laziali-Abruzzesi che i carbonai usavano preparare il giorno prima, portandolo nei loro “tascapane” per consumarlo con le mani direttamente sul posto di lavoro, il pepe che oggi troviamo nel piatto starebbe a rappresentare i residui del carbone con il quale si sporcava la pietanza nel gesto naturale di consumare la propria razione.
Uno studio storico vede nascere la carbonara a Napoli, Ippolico Cavalcanti nel suo libro del 1837
 “ la cucina teorico pratica” riporta una ricetta popolare la “pasta cace' e ova”, nella ricetta sono assenti sia il guanciale che la pancetta. Nel 1946 si trovano tracce della pasta alla carbonara nei menù di alcune osterie del porto della zona di Napoli.
La fonte che a mio avviso propone una spiegazione alquanto logica per periodo storico e situazione socio-economica è quella fornita da Davide Enia nel suo libro” uomini e pecore”:
“ Inizia la seconda guerra mondiale e viene fondata dai Nazifascisti la linea Reinhard che serve a bloccare l'avanzata degli alleati. La guerra è davvero mondiale in quella zona: ci sono uomini di diverse nazioni tra cui gli americani. L' età media dei soldati era 19 anni.
A 19 anni, quando attorno ti urla l'orrore di un mondo sconvolto dalla guerra, ti manca cosa?
In questo contesto hanno trovato la pasta cacio e ova Abruzzese e guardandosi intorno hanno visto anche il guanciale e la pancetta affumicata. Questo provoca un sentimento di nostalgia profonda per il focolare domestico, visto che questi sono gli ingredienti della tipica colazione americana!
Così, unendo tutti questi ingredienti, nasce la pasta alla carbonara. Non è un' invenzione Italiana come si crede! Questi soldati erano sugli Appennini e tramite la strada, questa ricetta arriva fino a Roma, dove viene subito accettata e tramandata di famiglia in famiglia, fino a diventare tradizione. Il piatto è a tutti gli effetti Romano anche perchè racconta pienamente la vocazione della città che è accoglienza...”
Mi sono sentita di parlare di questa ricetta e di questa città proprio ora che si fa un gran parlare delle elezioni a sindaco di Roma, lungi da me mettere bocca su questo discorso politico in un ambito inopportuno, come può essere la cucina, ci tengo solo a dire che Roma è sempre stata una città che ha fatto la storia e vederla, in tutti questi anni, derubata, stuprata e abbandonata è una vergogna per la Nazione tutta, chiunque prenderà le redini di questo cavallo di razza pura ha il dovere morale, politico e sociale di guidare verso la luce e la trasparenza una città che ha come stemma il simbolo dell'accoglienza “ una lupa che cresce come suoi due cuccioli di uomo” una grande responsabilità che nessuno dovrebbe assumersi senza essere certo di poterlo fare con amore, dedizione ma sopratutto ONESTA'. Vi lascio la mia ricetta in un giorno di sole, buon appetito.

SPAGHETTI ALLA CARBONARA

Ingredienti per 4 persone
 
4 uova
320gr di spaghetti
120gr di guanciale
240gr di pecorino
vino bianco
sale, pepe

Preparazione:
Intanto mettete a bollire l'acqua per la cottura degli spaghetti, nel frattempo tagliate a listarelle sottili il guanciale e fatelo soffriggere a fuoco lento in una padella  ( io decido se aggiungere un po di olio, sulla base della quantità di grasso del guanciale, per evitare che risulti troppo olioso), così che il grasso si sciolga e le listarelle assumano un colorito dorato, sfumate con una piccola spruzzata di vino così da fermarne la cottura e togliete dal fuoco. Appena l'acqua prenderà a bollire fate cuocere gli spaghetti.
Intanto che la pasta arriva ad una cottura al dente (a me piace così) sbattiamo le uova con un po si sale e un cucchiaio di pecorino. A pasta cotta la facciamo mantecare nel guanciale con un po di acqua di cottura, versiamo le uova sbattute ed ammalgamiamo bene, badate bene l'uovo non dovrà essere totalmente crudo ma neanche cuocere, la carbonara perfetta vuole l'uovo leggermente bavoso così da restare cremoso fino all'ultimo boccone.Finiamo con pecorino e pepe.

PER NON SPRECARE
Se dovesse avanzarvi della pasta, anche condita, potete creare degli sformatini : lessate delle patate, schiacciatele e condite con sale, pepe e parmigiano, oliate e spolverate gli stampi con del pane grattugiato. Create con le patate un cestino che riempirete con la pasta avanzata e un po di formaggio a pasta filata come può essere la scamorza ma va bene anche l'emmental oppure la fontina. Chiudete con uno strato di purè di patate ed infornate per 15 minuti a 180°. così avrete degli ottimi primi piatti o in piccolissime quantità uno sfizioso aperitivo.